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Progettone. Flai Cgil: “Serve uno sforzo ulteriore della PAT”

Il sindacato chiede risorse affinché i lavori socialmente utili in Trentino restino uno strumento di salvaguardia per chi ha perso il lavoro e cerca occupazione

In tempi di crisi e di ristrettezze economiche, con una lista di lavoratori in mobilità destinata inesorabilmente ad allungarsi nei prossimi mesi, l'età anagrafica per accedere ai lavori socialmente utili, meglio noti come “progettone” è stata innalzata a 49 anni per le donne e a 53 per gli uomini al momento della perdita del posto di lavoro. In un simile contesto lo strumento del Progettone, oltre ad essere sempre più attuale, riveste un ruolo fondamentale nel welfare della nostra provincia.

Nel 2011 erano circa 1150 i posti di lavoro a tempo indeterminato offerti dal comparto, riconfermati anche per il 2012 ed integrati con circa ulteriori 200 offerte lavorative con contratto a tempo determinato, assegnate di norma a lavoratori iscritti alla lista di mobilità o disoccupati di lunga durata.

Ora, se è pur vero che nel mese di marzo i cantieri riapriranno, alcune strutture fisse all'interno delle quali operano i lavoratori del Progettone non sono in grado di garantire le copertura del turn over per mancanza di risorse e, di conseguenza, qualche lavoratore rimarrà senza occupazione e senza salario. La delibera della commissione per l'impiego del dicembre 2011 stabilisce anche le priorità con le quali, a fronte delle risorse disponibili, saranno trovate soluzioni lavorative per coloro che attendono di entrare nel sistema dei lavori socialmente utili.

Come Flai Cgil abbiamo il timore che molte aspettative andranno deluse e qualche lavoratore non riuscirà a trovare un'occupazione con tutte le conseguenze facilmente intuibili in questi casi. Sappiamo bene che le risorse economiche della Provincia non sono infinite, crediamo però che un ulteriore sforzo in questa direzione vada fatto nell'ottica della salvaguardia dell'intero sistema dei lavori socialmente utili e della necessità di soddisfare il bisogno di occupazione di tutti quei soggetti che, per l'età anagrafica o per una professionalità non troppo elevata, faticano ad inserirsi nel mercato del lavoro ordinario.

9 marzo 2012

 

 

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