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Molinari. Filca Cisl e Fillea Cgil: “Entro aprile la cassa integrazione”

I sindacati sempre accanto ai 20 lavoratori del mobilificio di Tione. A rischio massimo quattro mesi di indennità. Salvi invece tfr, contributi previdenziali e fino ad un massimo di 48 mesi di ammortizzatori sociali

«Il destino che è toccato in sorte ai venti lavoratori della Molinari è odioso e inaccettabile. Per questo, dopo aver garantito con accordi sindacali il contratto di solidarietà e la cassa integrazione fino all'aprile del 2011, ci siamo mossi per dare ai dipendenti i giusti ammortizzatori, concordando tutti i passaggi con loro. Sapevamo che i tempi burocratici sarebbero stati più lunghi, ma entro un mese Roma approverà la cassa integrazione straordinaria ed i lavoratori vedranno finalmente la luce in fondo al tunnel».

I segretari generali di Filca Cisl e Fillea Cgil, Stefano Pisetta e Maurizio Zabbeni lanciano un segnale di speranza per i lavoratori della Molinari, il mobilificio di Tione che, dopo aver cercato di resistere alla crisi del settore, è stato messo in liquidazione volontaria ed ha avviato le procedure concorsuali per crisi aziendale, cui l'azienda è stata infine ammessa dal tribunale lo scorso 30 dicembre.

«Questa decisione – spiegano Pisetta e Zabbeni – garantisce non solo dodici mesi di cassa integrazione straordinaria a partire da gennaio, per la quale manca solo il via libera formale del Ministero, e successivamente da uno a tre anni di mobilità. In più, infatti, è garantito anche il recupero di parte, se non di tutte le spettanze per i sette mesi non coperti dagli ammortizzatori sociali».

Infatti, se alla Molinari sarà concesso l'omologa del concordato preventivo i lavoratori recupereranno il 100% del salario dei mesi tra giugno e dicembre. Se invece il tribunale decreterà il fallimento dell'azienda, i lavoratori avranno comunque diritto al sostegno al reddito grazie al fondo di garanzia dell'Inps pari all'indennità di cassa integrazione per le ultime tre mensilità del 2011. Sono comunque sempre salvaguardati il trattamento di fine rapporto e i contributi previdenziali.

«Avremmo potuto evitare questi mesi senza retribuzione – continuano i segretari di Filca e Fillea – se l'azienda avesse deciso di cedere le armi prima, invece di provare a rilanciare la produzione. Questa è stata la sua responsabilità più grave. Un altro problema è stata la mancata concessione della cassa integrazione ordinaria e di quella in deroga da parte degli enti preposti per questioni eminentemente burocratiche e formali. Oggi, grazie alle azioni di protesta dei lavoratori della Molinari, la normativa provinciale è stata cambiata e la cassa in deroga può essere concessa anche per procedure concorsuali o per cessazione dell'attività».

7 marzo 2012

 

 

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