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Metalmeccanici. Venerdì sciopero generale e manifestazione della Fiom

Il 9 marzo la protesta dei 17mila addetti metalmeccanici trentini insieme a quelli di tutta Italia. La Fiom si mobilita contro Fiat e contro l'ipotesi di abolire l'articolo 18. Sullo sfondo il rinnovo del contratto

La Fiom del Trentino chiama a raccolta i 17 mila addetti del settore metalmeccanico della nostra provincia per lo sciopero generale proclamato dalle tute blu della Cgil a livello nazionale per venerdì 9 marzo prossimo. Nel giorno dello sciopero, la Fiom nazionale organizzerà anche un imponente manifestazione a Roma per protestare contro la decisione di Marchionne di espellere da Fiat i delegati Cgil, contro la possibilità di veder abolito l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e con esso il diritto alla reintegrazione sul posto di lavoro in caso di licenziamento senza giusta causa e, infine, per riconquistare un contratto nazionale dopo la firma separata sul rinnovo del 2009. Intanto alla volta della Capitale sono pronti a partire dal Trentino già quattro pullman.

In questi giorni la Fiom sta organizzando una fitta serie di assemblee nelle fabbriche metalmeccaniche trentine, che secondo i funzionari sindacali stanno rispondendo positivamente all'appello alla mobilitazione della Fiom. Anche per questo le prenotazioni sui pullman Cgil per la manifestazione di Roma resteranno aperte fino a giovedì mattina. Le partenze sono previste nella notte tra giovedì 8 e venerdì 9 marzo da Trento – piazzale ex Zuffo (ore 23.30), da Arco – piazzale Dana (ore 23.30) e dal casello A22 di Rovereto sud (ore 24.00). Per prenotare il proprio posto sui pullman Fiom è sufficiente scrivere una mail all'indirizzo accoglienza@cgil.tn.it o telefonare al numero 0461 303911.

Come detto, alla base della mobilitazione c'è la volontà della Fiom di rilanciare le proprie richieste al governo e alle imprese. In primo luogo, le tute blu della Cgil chiedono alla Fiat di ritornare sui propri passi garantendo a tutti i lavoratori il diritto di scegliere liberamente il sindacato da cui farsi rappresentare. L'azienda automobilistica guidata da Marchionne sostiene infatti che solo chi ha firmato gli accordi sindacali può nominare i propri delegati. Recentemente, Giorgio Airaudo, segretario nazionale Fiom e responsabile del settore auto, a Trento aveva ribadito che la Fiom si batterà contro questa scelta trascinando Fiat fino alla corte costituzionale.

Sul tappeto c'è anche il contratto collettivo nazionale. Dopo la firma separata del 2009, oggi la Fiom vuole rilanciare la propria piattaforma per rinnovare il contratto nazionale dei metalmeccanici sulla base di quello sottoscritto unitariamente nel 2008 ed ormai scaduto da tre mesi.

Infine, la Fiom vuol far sentire la voce degli operai metalmeccanici anche sul fronte della trattativa tra governo e sindacati per la riforma del mercato del lavoro. Su un punto i metalmeccanici della Cgil non sono disposti a cedere di un passo: la modifica dell'articolo 18. Per la Fiom infatti non si può manomettere l'articolo dello statuto dei lavoratori che tutela le lavoratrici e i lavoratori dipendenti di aziende sopra i 15 dipendenti dai licenziamenti senza motivo. Anzi, per la Fiom è tempo di estendere la tutela dell'articolo 18 anche ai lavoratori delle piccole imprese che oggi ne sono prive.

6 marzo 2012

 

 

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