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Dana. Rotte le trattative per il contratto aziendale, domani sciopero

L'azienda nega il recupero dell'inflazione sul salario accessorio per i prossimi anni. I 750 dipendenti della multinazionale americana dell'automotive incroceranno le braccia giovedì 8 marzo per due ore

Dana. Rotte le trattative per il contratto aziendale, domani sciopero

È scontro alla Dana di Arco e Rovereto per il rinnovo del contratto integrativo aziendale, scaduto nel 2011. Nonostante la netta crescita del fatturato, che nel 2012 tornerà ai livelli pre-crisi, la multinazionale americana del settore automotive – denuncia la Fiom Cgil del Trentino - non solo non intenderebbe garantire il recupero del potere d'acquisto del salario accessorio nel 2013 e nel 2014, ma vorrebbe legare la corresponsione di tutta la retribuzione integrativa al raggiungimento di un margine secco di redditività decisamente alto, l'11% di Ebitda. Sotto questa soglia i 750 dipendenti di Dana non vedrebbero un euro.

Per i lavoratori si tratta di una proposta inaccettabile, anche in considerazione del fatto che, nel 2009 e nel 2010, si sono visti decurtare ben due terzi del valore della quota variabile dello stipendio normalmente percepita e soprattutto pensando agli sforzi sostenuti in questi anni per attuare la riorganizzazione dei processi produttivi voluta dal management, riorganizzazione che ha avuto come conseguenza, in alcuni casi, un aumento dei carichi di lavoro. Così, riuniti in assemblea, gli operai degli stabilimenti di Arco e Rovereto hanno respinto la proposta aziendale proclamando il blocco degli straordinari e una prima mobilitazione per domani, giovedì 8 marzo, quando sciopereranno per 2 ore su ogni turno. «Le lavoratrici ed i lavoratori di Dana – spiega Roberto Grassellli, segretario generale della Fiom del Trentino – chiedono solo un giusto riconoscimento per il lavoro svolto in questi anni. Sono loro ad aver permesso all'azienda di superare la fase di crisi e di riportare in positivo i margini di redditività».

La trattativa in realtà non sembrava volgere al peggio. Infatti, almeno per il 2012, le proposta sindacale di aumenti tali da recuperare l'inflazione è stata accolta dall'azienda. Ma è sull'applicazione dello stesso meccanismo per il 2013 e il 2014 che le parti non hanno trovato l'accordo. Poi, a dare lo stop finale alla trattativa, è arrivata la proposta shock del “tutto o niente”: l'azienda garantirebbe il pagamento del salario accessorio solo a fronte del raggiungimento dei livelli di redditività fissati dal management. Sotto la soglia, nelle tasche degli operai non finirebbe neppure un euro. «Vorrebbe dire – ribatte piccato il segretario della Fiom – che, a fronte di risultati comunque positivi e magari una redditività del 10%, nulla verrebbe riconosciuto ai lavoratori. Sarebbe un insulto. La verità è che la differenza tra la nostra proposta e quella iniziale dell'azienda era di massimo 130 euro a lavoratore, un'inezia per una multinazionale con un fatturato che vola a circa 600 milioni di euro e che riceverà, per la joint venture Dana Rexroth, oltre 8 milioni di euro di contributi pubblici per ricerca e innovazione».

La Fiom contesta anche i numeri delle assunzioni – circa 100 - pubblicizzati recentemente da Dana Italia. «A noi – incalza Grasselli – risultano una cinquantina di nuove assunzioni. Ma si tratta di contratti a termine, insomma precari in tutto e per tutto. Proprio quelli che, al primo refolo di crisi, sono costretti a restare a casa». Proprio sulla base di queste considerazioni, le assemblee dei lavoratori Dana di Arco e Rovereto hanno deciso democraticamente di mettere in campo una serie di iniziative di lotta. In primo luogo, sarà bloccato il lavoro straordinario e giovedì 8 marzo gli operai incroceranno le braccia per due ore su ogni turno. Se l'azienda non riconvocherà le pari per riaprire la trattativa, le proteste proseguiranno.

7 marzo 2012

 

 

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