NEWS

Trasporti. Il 1° marzo sciopero generale anche in Trentino

Autobus di Trentino Trasporti fermi dalle 11 alle 15 di giovedì, i treni dalle 14 alle 18. 4 ore di sciopero anche per gli addetti di autostrade e trasporto merci 

Il primo di marzo sarà una giornata di blocco totale dei trasporti per la protesta delle organizzazioni sindacali del settore contro le politiche del governo Monti. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno infatti proclamato 4 ore di sciopero a livello nazionale per giovedì prossimo quando incroceranno le braccia gli addetti del trasporto pubblico locale, delle ferrovie, della logistica, della autostrade e del trasporto merci.

Dallo sciopero sono esentati gli addetti del trasporto aereo. Anche il Trentino sarà coinvolto in questa giornata di mobilitazione. Il personale viaggiante di Trentino Trasporti – compreso quello ferroviario sulla tratta Trento-Malè - sciopererà nella giornata di giovedì 1 marzo dalle ore 11 alle ore 15. In questa fascia oraria non sarà quindi garantita la circolazione dei mezzi pubblici del servizio urbano ed extraurbano. Per il personale degli impianti fissi e per gli impiegati lo sciopero si articola in quattro ore alla fine della giornata o del turno di lavoro. Per le ferrovie invece lo sciopero è fissato dalle 14 alle 18.

Come per il trasporto pubblico locale, anche gli addetti delle ferrovie non direttamente connessi con la mobilità delle persone si asterranno dal lavoro nelle ultime quattro ore della giornata o del turno di lavoro. Per il personale delle aziende autostradali – inclusa la A22 -, per quelli degli impianti a fune, per gli addetti dell'autonoleggio e per quelli del trasporto merci e della logistica, lo sciopero nazionale si articolerà anche in Trentino in quattro ore alla fine della giornata lavorativa o del turno di lavoro.

Con la mobilitazione e lo sciopero del 1° marzo, Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti chiedono al governo di recuperare un confronto con il sindacato, le istituzioni e il sistema delle imprese del settore per non aggravare la crisi, per delineare ed attuare elementi concreti di politica dei trasporti, per rafforzare le regole a tutela del lavoro, le clausole sociali e la contrattazione collettiva nei processi di liberalizzazione. I sindacati protestano anche contro il rischio di dumping contrattuale e sociale contenuto nelle norme del recente decreto legge del governo Monti – il cosiddetto “cresci Italia” - che cancellano per esempio la previsione del contratto nazionale di settore per le imprese ferroviarie.

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti sostengono invece la difesa dei contratti nazionali e della contrattazione aziendale nei trasporti e con essi le tutele e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori del settore e reclamano dal governo Monti atti concreti per la modernizzazione del sistema dei trasporti, grazie ad investimenti certi e sospendendo i tagli al trasporto sociale.

28 febbraio 2012

 

 

TORNA SU