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Lavoratori stranieri. Presidio Cgil Cisl Uil contro la tassa

Un nuovo balzello colpisce i cittadini stranieri che debbono rinnovare il permesso di soggiorno. I sindacati chiedo al governo Monti di rivedere la norma 

Lavoratori stranieri. Presidio Cgil Cisl Uil contro la tassa

Cgil Cisl Uil hanno protestato stamani in tutta Italia contro la tassa sui permessi di soggiorno, istituita dal governo Berlusconi lo scorso anno. Anche in Trentino si è tenuto un presidio per sensibilizzare l'opinione pubblica e chiedere al governo Monti di rivedere il provvedimento. Alle ore 11 davanti al Commissariato del Governo di via santa Croce a Trento, i rappresentanti di Cgil Cisl Uil del Trentino hanno manifestato la loro contrarietà alla tassa.

Il nuovo balzello è stato introdotto da un decreto dello scorso 6 ottobre firmato da Maroni e Tremonti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre, così come previsto dal pacchetto sicurezza (L. 94/2009). Dal 30 gennaio i cittadini stranieri residenti in Italia debbono versare una tassa su ogni istanza di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno (salvo esenzioni). Così, ai 14,62 euro per la marca da bollo da apporre all’istanza, ai 27,50 euro per il rilascio del titolo di soggiorno in formato elettronico, ed ai 30 euro per la spedizione della raccomandata a Poste Italiane, si debbono aggiungere dagli 80 ai 200 euro a seconda della durata del permesso di soggiorno richiesto.

Si devono infatti corrispondere:
- 80,00 euro per il rilascio o il rinnovo dei permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno;
- 100,00 euro per il rilascio o il rinnovo di permessi di soggiorno durata superiore ad un anno e inferiore o pari a due anni;
- 200,00 euro per il rilascio dei permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo e per i permessi di soggiorno rilasciati ai sensi dell’art 27, co 1, lett a), ovvero dirigenti o personale altamente specializzato che ha fatto ingresso al di fuori delle quote.

Sono escluse dal versamento del contributo le istanze di conversione ed aggiornamento. Inoltre, il decreto prevede alcuni altri casi di esclusione e quindi non sarà applicato nei confronti di:
- cittadini stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale di età inferiore ai 18 anni e tutte le categorie che hanno fatto ingresso con ricongiungimento familiare (art. 29, comma 1, lett b), cioè figli minori, anche del coniuge o nati fuori del matrimonio, non coniugati;
- cittadini stranieri che entrano nel territorio nazionale per ricevere cure mediche ed i loro accompagnatori;
- cittadini stranieri richiedenti il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno per asilo, per richiesta di asilo, per protezione sussidiaria, per motivi umanitari.

Per Cgil Cisl Uil questa misura rischia di peggiorare ulteriormente la vita dei cittadini di origine extracomunitaria, soprattutto in un periodo di crisi (e quindi di scarsità di posti di lavoro) come quello che stiamo attraversando. Una famiglia con due bambini con più di 14 anni d'età, dovendo rinnovare il permesso di soggiorno semestrale, dovrà accollarsi una spesa pari a 80 ero a genitore, più i 72 euro per tutti componenti, per un totale di 450 euro per un permesso di 6 mesi, anche nel caso in cui il capofamiglia abbia perso il suo posto di lavoro e quindi sia senza reddito.

Le risorse raccolte dallo Stato saranno destinate per legge al rimpatrio dei cittadini extracomunitari soggiornanti illegalmente in Italia, con il paradosso che sulle spalle degli stranieri che hanno un lavoro ed un permesso regolare si fa cadere il peso delle spese per il contrasto all'immigrazione clandestina.

10 febbraio 2012

 

 

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