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Whirlpool. Il 70% di sì alla riorganizzazione di Spini di Gardolo

Due linee di montaggio su cinque nello stabilimento della multinazionale torneranno a lavorare su due turni avvicendati. Nell'accordo del 16 dicembre con l'azienda, anche la gestione soft degli esuberi e l'ipotesi solidarietà

Whirlpool. Il 70%  di sì alla riorganizzazione di Spini di Gardolo

Una larga maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori dello stabilimento Whirlpool di Spini di Gardolo hanno detto sì all'accordo con la multinazionale degli elettrodomestici, siglato il 16 dicembre scorso dalle organizzazioni sindacali, per la definizione dei nuovi orari di lavoro, la gestione della procedura di mobilità annunciata dall'azienda e l'ipotesi di attivare un contratto di solidarietà per limitare l'impatto sociale della riorganizzazione.

È questo l'esito del referendum di venerdì 13 e lunedì 16 gennaio organizzato dalla rsu e dai sindacati di categoria Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil. Oltre il 70% dei votanti ha dato infatti il via libera al ritorno dei turni avvicendati su due linee di montaggio delle cinque attive con l'apertura dei cancelli di Spini di Gardolo alle 6 del mattino e la fine del primo turno alle 13.15, l'avvio del secondo turno dalle ore 13.30 fino alle 20.45 della sera, all'interno di un sistema di recupero per giungere all'equivalenza delle 40 ore settimanali di lavoro.

Ma l'accordo tra azienda e sindacati prevede anche una gestione “soft” della procedura di mobilità all'interno della quale sono stati annunciati 70 esuberi da individuare, da qui alla fine del 2012, attraverso l'incentivazione all'esodo dei lavoratori che non si oppongano al licenziamento, magari perché vicini all'età pensionabile. A ciò si aggiunge la disponibilità reciproca ad attivare un contratto di solidarietà qualora, attraverso il meccanismo dell'incentivazione all'esodo, non fosse possibile procedere alla messa in mobilità di tutto il personale in esubero.

Ma ecco in dettaglio l'esito della consultazione. Su 521 aventi diritto al voto (di cui 74 impiegati e 447 operai), hanno votato 328 lavoratori (35 impiegati e 293 operai). Il quorum è quindi stato raggiunto con il 62,9% dei dipendenti che si è recato alle urne. Sul totale dei voti scrutinati, 231 sono stati i sì all'accordo, pari al 70,4% dei votanti, 85 i no, pari al 25,9%, e 12 sono state le schede bianche o nulle, pari al 3,7%.

«Con il voto di lunedì – ricorda Roberto Grasselli, segretario generale della Fiom Cgil del Trentino – si conclude un percorso di confronto con l'azienda faticoso ma proficuo. L'alta percentuale di sì dimostra che le lavoratrici ed i lavoratori, nonostante i sacrifici richiesti, hanno riconosciuto nell'accordo una base di partenza per costruire un futuro più solido per l'occupazione in azienda».

«I lavoratori – avverte il sindacalista della Fiom – non danno mai deleghe in bianco. Ora infatti tocca all'azienda dimostrare nei fatti la volontà di rafforzare la prospettiva di sviluppo dello stabilimento di Spini. L'accordo va quindi attuato in toto, a partire dagli impegni sul fronte degli investimenti e sulla ricerca e l'industrializzazione di nuovi prodotti altamente competitivi».

17 gennaio 2012

 

 

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