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Commercio. Filcams Cgil e Fisascat Cisl contrarie all'applicazione del decreto Salva Italia

La reazione all'ipotesi dell'apertura domenica prossima del supermercato PAM che violerebbe la legge provinciale e la delibera del consiglio comunale sulle deroghe. 

Dal 15 gennaio il supermercato PAM del centro commerciale Bren Center a Trento Nord potrebbe alzare le serrande anche la domenica. La società della grande distribuzione, presente con ben 110 punti vendita in 11 regioni italiane, avrebbe così intenzione di applicare anche in Trentino le norme del decreto “salva Italia”, volute dal governo Monti, che liberalizzano gli orari di apertura dei negozi. Contro l'iniziativa, non ancora ufficialmente confermata, si è alzato il coro di protesta delle organizzazioni sindacali.

«Se la notizia dell'apertura non verrà smentita come auspichiamo – dichiarano Roland Caramelle e Giovanni Agostini, rispettivamente segretari generali della Filcams Cgil e della Fisascat Cisl – siamo pronti a manifestare la nostra contrarietà con un presidio davanti al Bren Center domenica mattina». «L'apertura unilaterale del supermercato PAM – proseguono i sindacalisti - è un atto ingiustificabile e penalizzante per i lavoratori del settore. Se ciò avvenisse, correremmo il rischio che, in nome della concorrenza, anche altre catene vengano spinte ad aprire i propri punti vendita nei giorni festivi. In questo modo salterebbe il già fragile equilibrio nel settore della distribuzione a livello locale e si peggiorerebbero significativamente le condizioni di vita e di lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori, senza creare sviluppo, né occupazione stabile».

Sulla base di queste considerazioni i sindacati trentini di categoria chiedono che in questa occasione vengano rispettate le normative provinciali e le delibere del consiglio comunale. «La Provincia autonoma di Trento – ricordano Caramelle e Agostini – esercita una competenza concorrente in materia di commercio con lo Stato. E' quindi necessario che, finché non sia sciolto il nodo sulle competenze, venga applicata la legislazione provinciale che, in questo caso, è più tutelante per le lavoratrici ed i lavoratori e limita la concorrenza senza regole tra le aziende del settore».

«Nei prossimi giorni – concludono i sindacalisti – siamo pronti a formalizzare iniziative comuni con tutte le organizzazioni sindacali affinché il Trentino non debba assistere ad una liberalizzazione selvaggia degli orari e delle giornate di apertura».

13 gennaio 2012

 

 

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