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Agenzie d’assicurazione. Sciopero per il contratto venerdì 13 gennaio

Protesta in occasione del congresso Sna, la più grande organizzazione datoriale che non applica il rinnovo del febbraio 2011. La Fisac incalza Claudio Demozzi, candidato alla presidenza nazionale Sna 

Nel febbraio dello scorso anno, a quasi tre anni dalla sua scadenza, sindacati ed organizzazioni imprenditoriali sottoscrissero un'intesa per il rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti delle agenzie di assicurazione in Italia. A differenza dell’Unapass, l’altra sigla degli agenti, lo Sna, l'organizzazione più rappresentativa degli imprenditori del settore, non ratificò l'intesa ed anzi, nell'aprile del 2011, riunì il proprio direttivo che votò contro l'accordo sconfessando la delegazione trattante e il presidente dell'associazione.

Da quel giorno, molte delle imprese aderenti allo Sna, anche in Trentino, hanno deciso di non applicare il nuovo contratto, sia nella parte retributiva che in quella normativa. Per i sindacati di categoria si tratta di un atto inaccettabile che provoca un'ingiusta discriminazione tra addetti dello stesso settore e che penalizza lavoratrici e lavoratori il cui stipendio mensile spesso non arriva alla fatidica soglia dei 1.000 euro.

Per riconquistare il diritto al proprio contratto le sigle sindacali del settore assicurativo hanno quindi deciso di proclamare una giornata di mobilitazione nazionale di tutti gli addetti delle agenzie di assicurazione che non applicano il rinnovo del febbraio 2011. Il 13 gennaio prossimo, in concomitanza con il congresso nazionale dello Sna a Milano, i lavoratori e le lavoratrici incroceranno le braccia per uno sciopero nazionale che coprirà quattro ore di lavoro, dalle 9 alle 13.

A proposito delle ragioni della mobilitazione di venerdì, la Fisac Cgil del Trentino incalza il rappresentante dello Sna provinciale, Claudio Demozzi, che si è candidato alla presidenza nazionale dell'associazione di categoria. «Da Demozzi – avverte la Fisac – ci attendiamo un sostegno chiaro alla necessità del ripristino delle minime condizioni per un confronto costruttivo, ossia l'applicazione del contratto di lavoro per tutti. Non ci sono altre vie per riaprire serie relazioni industriali capaci di dare futuro al settore e all'occupazione».

10 gennaio 2012

 

 

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