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Commercio. Caramelle (Filcams Cgil): “Una liberalizzazione assurda ed inutile”

Il sindacato sostiene l'inapplicabilità delle norme nazionali in Trentino. Ma rilancia: “La Provincia sia conseguente e riduca le deroghe introdotte dalla legge Olivi”

La Filcams del Trentino, per bocca del suo segretario generale, Roland Caramelle, boccia senza appello le norme contenute nel decreto “Salva Italia” con le quali il governo Monti ha liberalizzato gli orari di apertura degli esercizi commerciali. «La liberalizzazione – incalza Caramelle – è assurda e inutile. Non rilancia i consumi, falcidiati dall'aumento delle imposte e dalla mancata crescita delle retribuzioni, e non sostiene l'occupazione che, anche per colpa della crisi e nonostante il moltiplicarsi a livello locale delle aperture festive, nel settore distributivo è caratterizzata da un crescente livello di precarietà e di lavoro a tempo parziale».

Per il sindacato, l'unico effetto concreto e certo è l'aumento di carichi e orari su lavoratrici e lavoratori ed il progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro per gli addetti. «Il settore distributivo – prosegue il segretario della Filcams – non ha bisogno di aperture 24 ore su 24, ma semmai di interventi di politica fiscale che mettano nelle tasce di lavoratori e pensionati qualche soldo in più così da sostenere la domanda interna, mai così depressa come oggi. Insomma, il governo avrebbe dovuto intervenire sul potere d'acquisto delle famiglie invece di agire sugli orari, bypassando le competenze delle Regioni».

A questo proposito la Filcams sostiene l'inapplicabilità della normativa nazionale al Trentino. «Le potestà dell'Autonomia – ricorda Caramelle – garantiscono al Trentino di potersi dotare di una propria disciplina. Quindi è opportuno, come annunciato dalla Provincia, che sul nostro territorio la liberalizzazione non sia attuata». «E' però certo – aggiunge il sindacalista – che, se la giunta volesse essere realmente coerente con quanto sostiene oggi opponendosi alle liberalizzazioni di Monti, dovrebbe anche modificare la recente legge sul commercio che porta la firma dell'assessore Olivi. Con quel provvedimento è stato permesso il moltiplicarsi a livello comunale delle aperture in deroga che non aumentano l'occupazione, ma penalizzano solo i lavoratori. Andrebbero ridotte perché sarà anche vero che non siamo e non vogliamo essere Las Vegas, ma non siamo neppure l'Eden per gli addetti della distribuzione. Anzi».

La Filcams si appella anche alle organizzazioni datoriali. «Abbiamo apprezzato – afferma Caramelle - la presa di posizione delle rappresentanze dei commercianti altoatesini contrari alla liberalizzazione. Confidiamo che anche le associazioni locali abbiano la medesima consapevolezza e lo stesso senso di responsabilità».

4 gennaio 2012

 

 

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