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Crisi e Trentino. Burli (Cgil): “La crescita è il vero obiettivo da perseguire”

Dichiarazioni di Paolo Burli, segretario generale della Cgil del Trentino

«Alla crisi che ha colpito l'Europa e l'Italia, il Trentino può e deve reagire puntando a una crescita economica più sostenuta ed equilibrata. Quello dello sviluppo è il vero obiettivo da perseguire anche nella nostra provincia. Su questo fronte non siamo all'anno zero in Trentino. Tutta la classe dirigente locale – politica, imprenditori e sindacati -, nessuno escluso, deve però saper essere coerente. Se falliamo in questo passaggio storico, non ci sarà un colpevole su cui scaricare la colpa, ma solo un mare di macerie dalle quali sarà difficile ricostruire una società moderna e vitale.

Dal nostro punto di vista, siamo consapevoli che le politiche di welfare debbono diventare appieno uno strumento di sostegno al lavoro e non semplicemente forme di assistenza che rischiano di disincentivare la partecipazione attiva al mercato del lavoro locale. Inoltre, è centrale proseguire nella revisione del sistema di incentivi alle attività economiche, in modo da premiare comportamenti virtuosi e sostenere la capacità delle aziende di crescere in dimensione, innovazione e apertura ai mercati internazionali.

Su questo fronte è necessario che anche la Pubblica amministrazione faccia la propria parte. Certo, bisogna agire velocemente per ridurre i costi della politica, ma questo non basta. Il settore pubblico deve diventare l'avanguardia dei processi di innovazione, a partire dalla semplificazione delle procedure, dalla diffusione delle nuove tecnologie e dell'utilizzo della domanda pubblica in chiave di qualificazione del sistema economico locale, a partire dalla green economy. Tutto questo si può fare in modo equo e sostenibile, difendendo chi ha meno e premiando il merito.

Per questo abbiamo più volte proposto alle organizzazioni datoriali di sedersi intorno ad un tavolo per condividere, nell'autonomia delle parti sociali, strategie utili all'aumento della produttività che resta il fattore decisivo per far crescere sia la ricchezza complessiva della nostra terra, sia il reddito disponibile per i lavoratori e per le loro famiglie».

4 dicembre 2011

 

 

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