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Tasse. Burli (Cgil): «Al Trentino nuovi strumenti contro l'evasione»

Per il segretario generale della confederazione di via Muredei chi evade in Trentino sottrae ricchezza alla Autonomia. Burli: “Serve il varo della delega in materia fiscale e l'abbassamento della soglia nell'utilizzo del contante”

Nei primi dieci mesi dell'anno la Guardia di Finanza ha smascherato in Trentino 130 evasori totali e sono stati accertati ben 230 i milioni di euro di redditi su cui non sarebbero state pagate le imposte. Per il segretario della Cgil del Trentino, Paolo Burli, «si tratta di un fenomeno inaccettabile che fa a pugni con la grave crisi che colpisce l'Europa per il peso dei debiti sovrani. Solo la fedeltà fiscale garantirà all'Italia una decisa riduzione del debito. In Trentino poi, non pagare le tasse significa non fare l'interesse della propria comunità, considerato che i nove decimi del gettito fiscale resta in provincia, con benefici certi anche per le imprese locali».

A questo proposito la Cgil del Trentino chiede un atto di coraggio al nuovo Governo Monti. «A livello generale – incalza Burli – serve un significativo abbassamento della soglia oltre la quale i pagamenti non sono più ammessi in contanti, ma solo con moneta elettronica, per garantire la tracciabilità di tutte le operazioni. Solo nel nostro Paese una misura di questo tipo può essere considerata, per fortuna da una ristretta fetta di italiani tra cui l'ex premier Berlusconi, un atto da stato di polizia. Si tratta invece solo ed esclusivamente di uno strumento di migliore efficienza per tutto il sistema e non è un caso che anche le imprese chiedano l'introduzione di questa misura».

Infine, per Burli il Governo dovrebbe accelerare l'attuazione della delega al Trentino in materia fiscale. «Fatte salve le prerogative legate al personale delle Agenzie delle Entrate – conclude Burli – il passaggio alla Provincia delle funzioni amministrative in questo campo potrà solo migliorare la fedeltà fiscale dei contribuenti trentini e permettere, grazie ad una più puntuale attività di accertamento sul territorio, quel riequilibrio nel carico tributario che oggi colpisce in maniera eccessiva i lavoratori dipendenti e i pensionati, gli unici che le tasse le pagano fino all'ultimo centesimo».

28 novembre 2011

 

 

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