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Scuola. Più autonomia ai dirigenti nel rispetto degli organi collegiali e del contratto di lavoro

La Flc Cgil invita a non guardare al passato. No alla riesumazione della figura del sovrintendente. Il sindacato contrario all'articolo 68 della finanziaria provinciale 

«Riesumare la figura del sovrintendente scolastico significherebbe guardare al passato solo per esorcizzare la necessità di cambiamenti, anche profondi, che dovremmo invece sostenere, a partire dalla piena valorizzazione in Trentino dall'autonomia scolastica garantita anche dalla Costituzione e non solo dalle leggi provinciali in materia. Anche a partire da questa considerazione, la Flc Cgil ha bocciato l'articolo 68 della legge finanziaria provinciale che accentrata tutti i poteri nelle mani del dirigente scolastico. Lo sviluppo delle istituzioni scolastiche non passa attraverso la delega totale ad un soggetto, ma attraverso un ruolo più autonomo del dirigente scolastico, attraverso la valorizzazione degli organi collegiali e attraverso il pieno rispetto del contratto provinciale di lavoro».

Gloria Bertoldi, segretaria provinciale della Flc Cgil del Trentino, boccia chi, nei giorni scorsi, ha lanciato la proposta di riattivare in Trentino la figura del sovrintendente scolastico e, al contempo, chiede alla Giunta di rivedere radicalmente la norma del disegno di legge 261 con il quale il Governo locale vorrebbe dare una sorta di potere “assoluto” ai dirigenti sull'organizzazione delle scuole primarie e secondarie. «Come Flc Cgil del Trentino – continua Bertoldi - ricordiamo che a partire dal 2000 si è messo in moto, a livello nazionale, un processo di riorganizzazione scolastica con l’istituzione dell’autonomia a tutti gli istituti. Autonomia avrebbe dovuto significare più libertà gestionale ma anche più ascolto alle esigenze locali – territoriali: potere di gestione al dirigente scolastico, politica scolastica al consiglio di istituzione, potere tecnico-didattico al collegio docenti e alla politica il potere di indirizzo generale e di controllo e programmazione finanziaria».

Questo processo è stato sancito anche dalla revisione della seconda parte della Costituzione che, oggi, all'articolo 117 inserisce anche l'istruzione tra le materie concorrenti tra Stato e Regioni, “salva – recita la norma - l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale”. «Con quella norma – incalza la segretaria della Flc – si dà una sorta di patente costituzionale all’autonomia scolastica, che bene si inserisce nel processo di riforma dell’amministrazione pubblica avviata nei primi anni ’90 e proseguita con la dirigenza ai capi di istituto. La scommessa sta tutta qui: la dirigenza scolastica deve assumersi la responsabilità della gestione dentro una scuola dell’autonomia che sappia generare cooperazione nel rispetto dei propri ruoli e funzioni: al collegio docenti (organo tecnico) le decisioni in materia educativa e didattica, al consiglio dell’istituzione, organo di indirizzo e controllo, la definizione degli indirizzi e criteri generali di gestione. Il Sovrintendente scolastico, esecutore delle circolari ministeriali o provinciali, è una figura del passato appartenente ad una realtà strutturata gerarchicamente, dove anche il capo di istituto era un “esecutore” del sovrintendente di turno».

«La scuola moderna e democratica – prosegue Bertoldi - deve guardare avanti, esercitare le proprie competenze nell’autonomia che la stessa Costituzione le riconosce, lasciando al potere politico le decisioni di indirizzo generale ed economico, ai dirigenti scolastici e agli organi collegiali la gestione specifica dell’azione educativa sul territorio. Capisco che soprattutto in fasi difficili come questa, il ritorno al passato, al conosciuto, possa essere più rassicurante, ma non ci fa crescere. Crediamo invece che proprio in questi momenti si debba osare e mettere in campo riflessioni e idee, sul ruolo dei dirigenti scolastici, sugli organi collegiali della scuola e sul potere politico provinciale: non un ritorno al direttore e al preside esecutori delle disposizioni dall’alto, ma rivendicare un ruolo attivo di tutti i protagonisti della scuola autonoma».

«In questa prospettiva – conclude la sindacalista - la Flc Cgil ha presentato le proprie osservazioni all’art. 68 della finanziaria, chiedendo il ripristino del contesto cooperativo della comunità scolastica: il dirigente scolastico deve operare con maggior autonomia (dal potere politico provinciale) ma in sintonia con gli organi collegiali della scuola e nel rispetto dei diritti e delle condizioni di lavoro regolati dalla contrattazione collettiva provinciale sindacale».

21 novembre 2011

 

 

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