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Bilancio. Burli (Cgil): “Giù le mani dalle tasche dei trentini”

Il Governo, nel maxiemendamento alla legge di stabilità, fa carta straccia del Patto di Milano. Burli: “Il Trentino ha fatto e farà la propria parte per salvare le finanze statali, ma non siamo un bancomat”

Sarà pari a 284 milioni di euro il concorso della Provincia autonoma di Trento al patto di stabilità interno per il 2012. Lo ha deciso il Governo con il maxiemendamento alla legge di stabilità passata stamane al vaglio del Senato. In pratica, il Trentino il prossimo anno sarà più povero, considerato che piazza Dante non potrà spendere quella cifra nell'esercizio delle proprie funzioni. Il tutto violando i principi fissati nel patto di Milano con il quale la nostra Provincia, prima in Italia insieme all'Alto Adige, si è già assunta un onere di quasi 500 milioni annui quale contributo al risanamento dei conti dello Stato e alla perequazione interna in vista dell'attuazione del federalismo fiscale.

Di fronte a quest'ennesimo attacco alle autonomie speciali – in verità non a tutte visto che le penalizzazioni riguarderebbero maggiormente Trentino, Alto Adige e Friuli rispetto a Sicilia e Sardegna – Paolo Burli, per conto della Cgil del Trentino, attacca il Governo ormai dimissionario. «Il Trentino – incalza il leader della confederazione di via dei Muredei - ha fatto e continuerà a fare la propria parte per abbattere il debito pubblico dello Stato. Il Governo invece viene meno ai patti che i suoi rappresentanti, Tremonti e Calderoli, avevano sottoscritto meno di due anni fa a Milano. Nessuno deve mettere le mani nelle tasche dei trentini e della loro Autonomia garantita dalla Costituzione. Non sappiamo cosa intenda fare la Giunta provinciale, ma è tempo di cautelarsi cercando di far valere le norme dello Statuto, sia sul fronte del rispetto del patto di Milano, sia contro la riserva dell'erario sulle nuove tasse».

Per la Cgil, i soldi che il Governo blocca, sono il frutto della fatica e del lavoro dei trentini e nessuno può appropriarsene senza il confronto diretto con le istituzioni locali. «Il Trentino non è un bancomat – ribadisce Burli -. Le risorse del bilancio provinciale sono fondamentali per sostenere lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio e per difendere lavoratori e pensionati della conseguenze più nefaste provocate della nuova crisi economica, innestata anche dall'insipienza e dall'inadeguatezza di un esecutivo finalmente dimissionario».

11 novembre 2011

 

 

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