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Comitato direttivo. Approvato documento sulla manovra provinciale

Il direttivo provinciale dà il via libera alle priorità sindacali per il confronto con le istituzioni locali. Preccupazione per le sorti del Paese.

Si è tenuto il 9 novembre 2011 in sala Gabardi presso la sede di Trento il Comitato Direttivo della Cgil del Trentino, chiamato a discutere della manovra economico-finanziaria della Provincia autonoma di Trento per il 2012.

A conclusione del dibattito, durante il quale molti interventi hanno sottolineato la gravità della crisi economica, finanziaria e politica in cui versa il nostro Paese, il comitato direttivo ha approvato un ordine del giorno a maggioranza con 5 astensioni. Qui di seguito pubblichiamo il testo dell'ordine del giorno


Trento, 9 novembre 2011

ORDINE DEL GIORNO

La situazione economica e sociale in Europa si fa via via più critica e, dopo la ripresa registrata nel corso del 2010 e nel primo semestre di quest'anno, aumentano le possibilità che l'Eurozona torni in recessione per un insieme di concause (rallentamento della crescita globale, aumento dei debiti sovrani, stretta del credito, mancato coordinamento delle politiche di sviluppo dell'Unione).

Tutto questo si riverbera inevitabilmente sul contesto economico e sociale del Trentino, che sconta in aggiunta la crisi di fiducia dei mercati nell'Italia e che dal 2013 dovrà fare i conti anche con gli effetti della delega fiscale-assistenziale. Per questo motivo è fondamentale che la manovra economica e finanziaria, in discussione a breve in Consiglio provinciale, sappia contestualmente

  • rafforzare la coesione sociale e il sistema di welfare così da garantire un'efficace tutela alle persone colpite dalla crisi e la tenuta del potere d'acquisto delle famiglie, anche a sostegno della domanda interna;

  • qualificare l'offerta e la domanda pubblica di beni e servizi per consolidare la spesa della PA come fattore di innovazione, di efficienza e di sviluppo.

  • sostenere la crescita economica grazie al rafforzamento del tessuto produttivo locale e alla sua continua rigenerazione.

La Cgil del Trentino quindi, in via preliminare, prende atto positivamente dell'esclusione dell'adozione di addizionali comunali all'Irpef, degli interventi nel settore delle costruzioni (piano stralcio di edilizia agevolata, piano di riqualificazione energetica degli immobili pubblici, piano di edilizia scolastica), per il sostegno al credito e per il contenimento della pressione fiscale su nuove aziende e ricapitalizzazione delle imprese, come strumenti di rilancio dello sviluppo.

Allo stesso tempo, il Comitato direttivo, assunte le indicazioni preliminari del 14 ottobre 2011 e le relazioni odierne del segretario generale Paolo Burli e dei segretari confederali Claudia Loro e Franco Ianeselli, nonché gli esiti del successivo dibattito,

impegna la segreteria della Cgil del Trentino

ad intervenire verso le istituzioni locali, nel confronto con la Giunta provinciale e in sede di organismi consiliari provinciale e regionale, affinché nel contesto delle manovre economico-finanziarie in discussione

  1. si traducano in azioni concrete gli interventi già individuati a sostegno dell'occupazione giovanile all'interno di un patto tra le parti sociali, si dia puntuale attuazione al piano provinciale triennale di politiche del lavoro a sostegno dell'occupazione, siano individuate risorse adeguate a sostenere le lavoratrici e i lavoratori colpiti dalla crisi economica anche con strumenti innovativi, si apra velocemente il confronto sugli interventi per l'emergenza occupazionale per il 2012 e venga attuata la delega alla Provincia in materia di ammortizzatori sociali;
  2. le agevolazioni fiscali alle imprese in Trentino restino effettivamente selettive, i nuovi tributi comunali di scopo non penalizzino i ceti sociali meno abbienti, i regimi di compartecipazione non comportino aumenti del carico tariffario sulle famiglie più deboli e venga introdotta l'indicizzazione dei parametri Icef e in subordine l'aumento delle deduzioni per il lavoro femminile;
  3. vengano attuati tutti gli strumenti necessari alla concretizzazione degli obiettivi del piano straordinario di edilizia abitativa, siano garantite nuove forme di sostegno economico alle persone non autosufficienti e venga potenziata la rete integrata dei servizi socio-sanitari sul territorio provinciale;
  4. si concretizzino misure di riduzione dei costi della politica, si prosegua nel processo di innovazione ed efficientamento della Pubblica amministrazione con il coinvolgimento di tutti i suoi addetti, a partire dal varo delle gestioni associate delle funzioni dei piccoli comuni, venga effettuato uno sblocco selettivo delle assunzioni pubbliche, si rendano effettivi i sistemi di redistribuzione alle lavoratrici e ai lavoratori pubblici delle risorse derivanti dalle economie prodotte e si superino fino in fondo le penalizzazioni a carico del lavoro che possono originare dal sistema di appalti pubblici di servizi. 

 

 

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