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Isco. Burli (Cgil): “La tassa di scopo va rivista”

Per la Cgil la norma in finanziaria che istituisce il tributo sui servizi municipali deve garantire esenzioni per la prima casa, per gli inquilini e per i nuclei più deboli

Dichiarazioni di Paolo Burli, segretario generale della Cgil del Trentino

«La Cgil del Trentino ha già espresso all'Amministrazione provinciale le proprie riserve sull'introduzione dell'Isco, così questa verrebbe disciplinata se la norma della proposta di legge finanziaria venisse approvata nella sua versione attuale.

Il sindacato, a suo tempo, aveva ufficializzato la propria contrarietà all'ipotesi di introdurre per i cittadini di Trento e più in generale per i contribuenti trentini, l'addizionale comunale all'Irpef. Il peso di questo tributo infatti avrebbe colpito il ceto medio incidendo in modo del tutto iniquo sui redditi da lavoro dipendente e da pensione, quelli sui quali le tasse vengono pagate fino all'ultimo centesimo.

D'altro canto l'Isco ci era stata presentata come una tassa di scopo legata esclusivamente al patrimonio, simile per tanto alla vecchia Ici e alla futura Imu. Così non è, almeno in parte. Se infatti la base imponibile resta il valore catastale di un immobile, la norma inserita in finanziaria prevede che a pagare non siano solo i proprietari dell'immobile stesso, ma anche gli inquilini, ossia coloro che godono del bene solo in virtù del pagamento di un affitto.

Fatte queste considerazioni, come Cgil del Trentino ribadiamo la richiesta che la norma che introduce l'Isco venga rivista. Vanno infatti garantiti ai comuni che vorranno applicarla maggiori gradi di flessibilità, introducendo esenzioni e detrazioni sulla prima casa e per chi è in affitto, ed ampliando le fasce di esenzione dal tributo per le famiglie in condizioni economiche disagiate».

8 novembre 2011

 

 

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