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METALMECCANICI, PATTO SU RAPPRESENTANZA E DEMOCRAZIA

Le tute blu in Trentino voteranno i propri contratti integrativi e li approveranno a maggioranza. Così Fim Fiom Uilm garantiscono l'esigibilità della contrattazione e innovano l'accordo interconfederale del 28 giugno

In Trentino le tute blu puntano all'unità tra i sindacati. Si potrebbe sintetizzare con questo slogan lo spirito con il quale oggi, nella sala della circoscrizione di Via Perini a Trento, Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil hanno sottoscritto un patto su rappresentanza e democrazia nella contrattazione integrativa. Infatti, se a livello nazionale le tre sigle dei metalmeccanici vivono da anni una lacerante divisione, in Trentino i metalmeccanici di Cgil Cisl e Uil tracciano la strada per tornare a lavorare proficuamente assieme, per il bene delle tute blu che dalle divisioni tra sindacati, soprattutto in tempo di crisi, traggono inevitabilmente un danno. E con il loro patto intendono anche offrire al mondo delle imprese del territorio uno strumento col quale assicurare stabilità e certezza nelle relazioni sindacali che da molti anni, proprio a causa delle contrapposizioni sindacali, sono diventate merci rare in Italia.

Basta questo a dare la cifra dell'importanza, anche fuori dai confini della nostra provincia, dell'intesa su democrazia e rappresentanza siglata oggi dai segretari generali di Fim, Fiom e Uilm del Trentino, Anna Damiano, Roberto Grasselli e Luciano Atanasio, significativamente firmata di fronte ai direttivi delle tre organizzazioni riuniti per l'occasione unitariamente. Nel patto sono fissate regole democratiche certe per giungere alla sottoscrizione degli accordi aziendali, che siano effettivamente espressione diretta della volontà della maggioranza dei lavoratori dell'azienda interessata.

Grazie all'introduzione di questi meccanismi, le tre organizzazioni delle tute blu s'impegnano a non proclamare scioperi contro i contenuti di tutti quegli accordi aziendali, nessuno escluso, che siano stati approvati secondo le procedure democratiche fissate dal patto e che quindi rispecchino la volontà delle lavoratrici e dei lavoratori. In secondo luogo, il patto tra i metalmeccanici trentini si prefigge di assicurare ai lavoratori di ciascuna azienda il diritto di eleggere democraticamente i propri rappresentanti sindacali interni. Non si potranno cioè escludere dalle aziende i sindacati che non firmano gli accordi, neppure se l'imprenditore di turno puntasse i piedi per terra.

Infatti, il patto cancella la possibilità che le organizzazioni sindacali nominino i rappresentanti sindacali nelle aziende, in quanto prevede che tutti i rappresentanti interni siano sempre eletti direttamente dai lavoratori. L'intesa tra Fim, Fiom e Uilm del Trentino rappresenta una novità assoluta nel panorama sindacale italiano, perché, applicando le regole dell'accordo interconfederale del 20 dicembre 1993, innova originalmente - se non addirittura supera, per quanto di competenza a livello territoriale - l'intesa su rappresentanza e democrazia sottoscritta da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria il 28 giugno scorso, prevedendo, da un lato, che il diritto dei lavoratori di ogni azienda di scegliere con il voto la propria rappresentanza sindacale interna possa sempre essere esercitato, a prescindere dalla volontà dell'azienda, e, dall'altro, dando certezza a sindacati ed imprese sulla validità dei contratti integrativi, una volta che questi siano stati approvati a maggioranza da lavoratrici e lavoratori.

Inoltre, con questo patto, Fim Fiom e Uilm si impegnano a non applicare in Trentino l'articolo 8 del decreto di Ferragosto con la manovra straordinaria di correzione dei conti pubblici, che permette tra le altre cose di derogare dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori attraverso accordi tra aziende e sindacati.

Il patto interviene in un momento particolarmente delicato, anche a livello provinciale, per il settore metalmeccanico, esposto come pochi altri agli andamenti dei mercati internazionali, per la sua naturale vocazione all'export. Se nel primo semestre dell'anno le performance del comparto manifatturiero trentino sono state positive, il raffreddamento della ripresa economica a livello globale, la crisi dei debiti sovrani nella zona Euro, le profonde difficoltà politiche ed economiche dell'Italia e il conseguente rischio di tornare in recessione, stanno rendendo sempre più incerto e difficoltoso il panorama in cui si muovono anche le imprese metalmeccaniche trentine. In questo contesto non facile, il patto tra Fim Fiom e Uilm fissa norme certe ed inderogabili che garantiscono alle lavoratrici e ai lavoratori la piena democraticità e la partecipazione diretta ai percorsi contrattuali dentro le aziende, ma anche l'efficacia e l'esigibilità per tutti gli attori contrattuali – sindacati ed imprese – dei contenuti degli accordi aziendali legittimati democraticamente.

7 novembre 2011 

 

 

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