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Costi della politica. Burli (Cgil): “Basta tergiversare, il Consiglio regionale dia un segnale forte”

Dichiarazioni di Paolo Burli (segretario generale della Cgil del Trentino) 

«Quello che davvero sorprende è che, dopo mesi di discussioni, confronti e proposte, siamo ancora qui a parlare di tagli all'indennità dei consiglieri provinciali e di riduzioni dei costi della politica, senza che si sia fatto nulla di realmente concreto. Il Consiglio regionale deve smetterla di tergiversare e dare finalmente un segnale forte, rapido e deciso nella direzione di un contenimento reale degli emolumenti percepiti da consiglieri e assessori.

Continuare a rimandare la decisione aumenta solo la disillusione dei cittadini e diminuisce la credibilità delle forze politiche, di maggioranza e di opposizioni, che sono e saranno chiamate a fare scelte anche dolorose sul fronte della politica economica. In una situazione economica che rischia di avvitarsi in una nuova recessione globale, in un Paese che per far fronte ad un debito pubblico ciclopico dovrà varare a breve una nuova manovra finanziaria, in un territorio che deve fare i conti con una inevitabile razionalizzazione della spesa pubblica, i politici devono dare per primi l'esempio e devono farlo velocemente prima perché nessuno può permettersi che in tempi così difficili dilaghi l'antipolitica.

Basta un gesto serio e tempestivo per garantire alle istituzioni quella credibilità che è e resta un bene preziosissimo. I cittadini infatti non capiscono perché bastino pochi minuti ad un Consiglio dei ministri per votare manovre da 50 miliardi di euro di tagli e nuove tasse sulla testa di cittadini che in media dichiarano meno di 30mila euro lordi annui, mentre un Consiglio regionale impiega mesi solo per imbastire un'ipotesi di riduzione di emolumenti che raggiungono i 120mila euro».

12 ottobre 2011

 

 

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