NEWS

Edilizia. I sindacati chiedono il rinnovo del contratto territoriale

Riuniti il 10 ottobre a Mattarello i direttivi unitari di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil. Approvato anche un documento sulla democrazia sindacale

Edilizia. I sindacati chiedono il rinnovo del contratto territoriale

I sindacati dell'edilizia in Trentino chiedono a gran voce un vero tavolo per discutere il rinnovo del contratto integrativo provinciale per i 15mila addetti del settore e pretendono responsabilità dalle associazioni imprenditoriali di industriali e artigiani. «Non sono più tollerabili – denunciano Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil – continue proroghe che nei fatti dimostrano la mancata volontà di procedere con il rinnovo dell'integrativo provinciale».

L'occasione per una presa di posizione tanto forte è arrivata ieri, lunedì 10 ottobre, quando a Mattarello si sono riuniti i direttivi dei tre sindacati trentini delle costruzioni. In un documento approvato a conclusione del dibattito tra i delegati di Feneal, Filca e Fillea, le tre organizzazioni sindacali ribadiscono che «la crisi del settore non può essere l'argomento che giustifica un atteggiamento dilatorio e di chiusura che impedisce lo svolgimento di corrette relazioni industriali, quelle che invece l'attuale condizione di difficoltà dovrebbe favorire».

I sindacati ricordano come gli ultimi rinnovi contrattuali hanno introdotto innovazioni capaci di rispondere, oltre che alla crisi, anche alle esigenze di qualificazione del settore. Inoltre il sistema di riconoscimento di elementi economici aggiuntivi non penalizza le aziende che oggi denuncino cali sostanziosi del proprio fatturato. «Il contratto territoriale – affermano infatti gli edili di Cgil, Cisl e Uil del Trentino – prevede una quota di salario realmente variabile, calcolata cioè su precisi ed oggettivi parametri legati all'andamento economico del comparto. Tutto ciò per permettere alle singole aziende che, colpite dalla crisi, non raggiungano i livelli concordati, di non aumentare le proprie difficoltà finanziarie. Si tratta di un elemento contrattuale efficace nel rispondere alle esigenze dei lavoratori, ma anche delle imprese».

Feneal, Filca e Fillea ricordano poi che, a differenza di quanto accade a livello nazionale, in provincia di Trento la collaborazione tra sindacati ed imprese, insieme alla concertazione tra parti sociali e Governo locale, hanno permesso la firma di importanti accordi come quello sugli appalti, ma anche il varo di nuove leggi sull'assegnazione dei lavori pubblici e sugli incentivi alle imprese. «Il mancato rinnovo dell'integrativo provinciale – avvertono i sindacati – scredita la credibilità di tale azione e mina la stessa efficacia degli sforzi comuni intrapresi finora per contrastare la crisi».

Per sostenere le proprie ragioni, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil del Trentino convocheranno nelle prossime settimane un'assemblea provinciale di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori del comparto e, se non giungeranno segnali di disponibilità al dialogo, non escludono il ricorso allo sciopero generale del settore edile.

A testimonianza della comunione di intenti tra le tre sigle sindacali, la riunione dei direttivi si è conclusa con l'approvazione di un secondo documento che, sulla base del recente accordo interconfederale del 28 giugno tra Cgil Cisl Uil e Confindustria, indica regole unitarie per la firma dei contratti aziendali e territoriali, per la determinazione della rappresentanza e per l'affermazione della democrazia sindacale.

11 ottobre 2011

 

 

TORNA SU