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Occupazione. Ianeselli (Cgil): “Ora proseguire sulla strada intrapresa”

Dati Istat secondo trimestre 2011. La disoccupazione cala al 3,4% ed è la la migliore performance in Italia. Stabile il tasso di attività. Ianeselli: “Attuare gli interventi per i giovani e il piano provinciale di politiche del lavo

Occupazione. Ianeselli (Cgil): “Ora proseguire sulla strada intrapresa”

Scende sensibilmente il tasso di disoccupazione in Trentino nel secondo trimestre 2011. A giugno di quest'anno per l'Istat solo il 3,4% dei lavoratori attivi in Trentino risultava senza un impiego, contro il 4,2% di giugno 2010 e il 4,8% di marzo 2011. Si tratta della migliore performance in Italia. Secondo la trimestrale rilevazione delle forze di lavoro dell'istituto nazionale di statistica, in termini assoluti in Trentino risulterebbero 8mila disoccupati, tanti quanti sono quelli registrati in Alto Adige.

Nel secondo trimestre dell'anno il tasso di attività – indice che misura la propensione al lavoro di una popolazione – resta stabile, mentre gli occupati in provincia salgono di 6mila unità su base annua raggiungendo quota 234mila. Il saldo positivo è garantito dall'aumento dei posti di lavoro nelle costruzioni (più 3mila addetti rispetto al giugno 2010) e nell'agricoltura (più 2mila addetti).

«Nel secondo trimestre dell'anno - commenta Franco Ianeselli, della segreteria confederale della Cgil del Trentino – è abituale osservare un calo congiunturale della disoccupazione, ma quest'anno il dato è sicuramente significativo, considerato che i disoccupati risulterebbero ben 2mila in meno di quelli registrati a giugno 2010. Ora bisogna proseguire sulla strada intrapresa fino a qui per sostenere occupazione e crescita economica».

Tornando ai dati, la Cgil segnala come, al calo della disoccupazione, si accompagnano altri indicatori positivi: in primo luogo, l'aumento del tasso di occupazione di oltre un punto percentuale su base annua a quota 66,8%, poi la conferma per il terzo trimestre consecutivo del tasso di attività al 69,2%, in aumento rispetto al giugno 2010, quando quest'indice si era fermato al 68,7%. Ciò sembrerebbe confermare che il mercato del lavoro nei primi sei mesi dell'anno è stato dinamico. «Ora però – avverte Ianeselli - bisogna verificare come impatteranno sul mercato del lavoro locale la crisi dei debiti sovrani di Eurolandia, la manovra di aggiustamento dei conti pubblici nazionali e il generale raffreddamento della crescita economica globale, fenomeni con i quali anche il Trentino dovrà fare necessariamente i conti. Per questo è fondamentale attuare, con il concorso attivo delle parti sociali, sia gli interventi a favore dell'occupazione giovanile – in primo luogo, l'apprendistato –, sia i provvedimenti già contenuti nel piano provinciale di politiche del lavoro per il triennio 2011-2013, per gestire il quale vanno assicurate adeguate risorse umane e finanziarie all'Agenzia del Lavoro».

Osservando la rilevazione sulle forze di lavoro scomposte per settori emerge un quadro che sembra ribaltare l'andamento degli ultimi trimestri, quando l'industria in senso stretto sembrava aumentare gli addetti, mentre a soffrire erano i settori delle costruzioni e del commercio. «I lavoratori dipendenti dell'industria – spiega Ianeselli – si attestano poco sotto la soglia delle 52mila unità, con un incremento significativo nelle costruzioni che su base annua registrano un saldo positivo di 2mila posti di lavoro. Per quello che riguarda invece l'industria in senso stretto, al netto degli attuali 16mila lavoratori dipendenti delle costruzioni, a giugno 2011 la rilevazione campionaria dell'Istat registra 36mila occupati alle dipendenze. Il dato è stabile rispetto a giugno dello scorso anno, ma in contrazione di circa 2mila unità rispetto a marzo di quest'anno. Questo dato quindi andrà monitorato attentamente durante le prossime rilevazioni».

Tornano invece a crescere, dopo due trimestri consecutivi, gli addetti dei servizi che a giugno 2011 risultano 158mila con un saldo congiunturale positivo di circa 3mila posti di lavoro. «All'interno di questo settore – avverte il sindacalista della Cgil – tornano a crescere anche i posti di lavoro alle dipendenze nei settori del commercio e del turismo che, con 30mila addetti, incrementano di circa 4mila unità su base trimestrale e di mille unità su base annua». In generale nel mercato del lavoro trentino a giugno risultano occupati alle dipendenze circa 184mila lavoratori (6mila in più su base trimestrale e 4mila in più su base annua), mentre sono 50mila i lavoratori autonomi (3mila in meno rispetto a marzo, ma 2mila in più rispetto a giugno 2010).

Infine, il tasso di attività femminile si attesta intorno al 60,5%, un dato negativo rispetto a marzo 2011, quando era il 61%, ma positivo su base annua. Nel giugno del 2010 le donne attive sul mercato del lavoro risultavano infatti il 60 percento del totale. Non è invece soddisfacente l'andamento del tasso di occupazione in rosa che, seppur più alto di circa un punto percentuale rispetto a giugno 2010, con il 57,6% non supera la soglia del 60% prevista dalla strategia europea di Lisbona.

30 settembre 2011

 

 

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