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Statuto Università. Loro (Cgil): “Sia un percorso partecipato”

Dichiarazioni di Claudia Loro, segreteria della Cgil del Trentino

«La nomina della Commissione Statuto dell'Università è sicuramente un momento significativo nell'attuazione della delega alla Provincia delle funzioni legislative e amministrative statali in materia di Università degli studi di Trento. La scelta dei componenti risponde sicuramente ai requisiti di competenza scientifica e professionale. Quello che si auspica, ora, è la garanzia di un significativo processo partecipativo di tutte le componenti dell'Ateneo trentino, dagli studenti al personale tecnico amministrativo, dal personale ricercatore “strutturato” e “precario” ai docenti.

Lo Statuto, assieme ai vari e specifici regolamenti attuativi, disegnerà non solo il modello dell'Università statale di Trento, ma disciplinerà la vita e la qualità del lavoro di tutti coloro che operano quotidianamente all'interno dell'ateneo, studenti inclusi. Per questo diventano soggetti imprescindibili nel processo di elaborazione e confronto dello Statuto. Altro argomento è la valorizzazione del personale ricercatore. Se pensiamo che il nuovo progetto ambisce all'eccellenza della Università di Trento, se ipotizziamo una Research University, che operi per una forte compenetrazione con il sistema della ricerca, è necessario che dentro l'Organo di governo scientifico, previsto dalla norma di attuazione, sia assicurata, nella componente elettiva, una rappresentanza dei ricercatori strutturati e non.

Non basta, poi, un coinvolgimento rituale degli stakeholder, attualmente fissato in una volta l'anno. Si ribadisce, al contrario la proposta di creare dei luoghi di coinvolgimento “vero” di tutti gli stakeholder (in primo luogo le parti sociali) che, pur non presenti negli Organi di governo dell'Ateneo, devono poter esprimere la loro opinione sulle decisioni importanti che verranno assunte. Altra speranza, infine, è quella che l'Ateneo trentino diventi laboratorio virtuoso nella contaminazione tra Università e mondo del lavoro».

3 ottobre 2011

 

 

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