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Comuni. Burli (Cgil): “La gestione associata è un'opportunità”

Per la Cgil del Trentino, l'efficienza delle amministrazioni locali è un fattore di crescita delle comunità locali e di radicamento della popolazione 

Non un modo per fare cassa, né un'imposizione dall'alto, ma un'opportunità da cogliere al volo per qualificare i beni e i servizi prodotti dalla pubblica amministrazione a vantaggio della cittadinanza, per radicare la popolazione alla propria comunità locale e per dare un futuro anche ai Municipi dalle aree più periferiche della nostra provincia. Per la Cgil del Trentino così deve essere letta la previsione di incentivare la gestione associata dei servizi offerti dai Comuni con popolazione inferiore ai 3mila abitanti, contenuta nelle linee di impostazione della manovra economico-finanziaria della Provincia di Trento per il 2012.

«Comprendiamo il richiamo del presidente del Consorzio dei Comuni, Marino Simoni – premette il segretario generale della Cgil del Trentino, Paolo Burli – alla necessità di creare un forte consenso dei Municipi intorno a questa misura. Ma crediamo che il Consiglio delle Autonomie e il Consorzio dei Comuni debbano essere le prime istituzioni a chiedere il varo delle gestioni associate all'interno delle Comunità di Valle. Queste sono un'opportunità insostituibile per i Comuni, non una imposizione. Sono infatti in gioco l'efficienza, l'economicità e la capacità di innovare i servizi offerti ai cittadini, in un momento in cui, anche in virtù del cambio di paradigma tecnologico inaugurato dalla rivoluzione informatica e digitale, le economie di scala sono indispensabili per sostenere il costo di investimenti spesso onerosi e, al contempo, contenere le spese a carico dei cittadini».

Per la Cgil del Trentino, se i municipi delle periferie, in Trentino spesso molto piccoli, voglio davvero interpretare la propria storica funzione di garanzia di partecipazione democratica dei cittadini alla comunità locale e di presidio civico e sociale, debbono sapersi adeguare ai tempi e non difendere lo status quo. «Siamo convinti – avverte a questo proposito Burli – che i Comuni trentini e la loro associazione siano consapevoli di questo e, quindi, delle opportunità offerte dalle gestioni associate. Crediamo inoltre che possano dare un contributo decisivo alla piena attuazione della riforma istituzionale e quindi all'avvio del trasferimento di competenze alle Comunità di valle, che giustamente non può avvenire solo dal basso verso l'alto. A questo proposito, il presidente Simoni ha ragione nel chiedere un rapido ed effettivo trasferimento delle competenze devolute dalla Provincia alle Comunità».

«La Cgil del Trentino – conclude Burli – fu molto scettica sull'efficacia della riforma istituzionale quando il Consiglio provinciale la approvò. Oggi crede che tutti gli attori sociali e politici debbano dare il proprio contributo affinché le Comunità di Valle realizzino la propria mission. Non è abolendo le Comunità di Valle che si risolve il problema della frammentazione dei Municipi, della gestione parcellizzata dei servizi o dei costi della pubblica amministrazione, bensì attuando rapidamente e, laddove necessario, migliorare concretamente la riforma istituzionale del 2005».

20 settembre 2011

 

 

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