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Per Cgil Cisl Uil inaccettabili il rinvio degli assegni di cura e la riduzione del piano di edilizia sociale

Dichiarazioni dei segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Paolo Burli, Lorenzo Pomini ed Ermanno Monari

«Le dichiarazioni dell’assessore Rossi secondo il quale sul prossimo bilancio provinciale non sarebbero previste ad oggi le risorse necessarie a far partire il nuovo sistema di sostegno alle persone non autosufficienti tramite il potenziamento degli assegni di cura, ci allarmano. Il mancato avvio della revisione degli assegni di cura è inaccettabile. Ci chiediamo se le rassicurazioni dei vertici della Provincia di venerdì scorso, che ritenevamo molto positive, riguardo il mantenimento dei budget destinati alla sanità e al welfare anche nell’attuale congiuntura, siano corrispondenti al vero.

Considerate le dichiarazioni dell'assessore Rossi, sembrerebbe che dentro la Giunta non si siano capiti bene. Chiediamo quindi venga fatta chiarezza per evitare pericolosi fraintendimenti che alimentano tensione e confusione.

Riteniamo infatti la questione dell'invecchiamento della popolazione e delle politiche socio-assistenziali a favore delle persone non autosufficienti uno dei temi centrali da affrontare e risolvere per garantire sia il benessere collettivo della nostra comunità e delle famiglie più deboli, sia l'equilibrio della finanza pubblica nel medio periodo. Il potenziamento degli assegni di cura è uno dei tasselli di un più ampio e strutturale intervento a sostegno dei non autosufficienti che deve portare all'introduzione di un sistema di tipo assicurativo, generale e territoriale, in grado di garantire alla popolazione trentina, nel breve e nel lungo periodo, i servizi necessari a far fronte alle patologie legate all'invecchiamento.

Se salta il primo tassello di questo intervento, sarà più difficile portare a compimento anche il disegno strutturale sulle politiche per la non autosufficienza. Alla Giunta suggeriamo di rivedere, all'insegna di una maggiore sobrietà, alcune politiche di investimento per recuperare le risorse necessarie a coprire il potenziamento degli assegni di cura. Inoltre, in riferimento alla presunta volontà della Giunta di rivedere a ribasso la previsione di 9mila alloggi a canone sociale e moderato da realizzare entro il 2016 contenute nel piano straordinario di edilizia abitativa, ricordiamo che quelle cifre furono fissate da un accordo firmato nel 2006 e riconfermato nel 2009 che intendeva risolvere i noti problemi della casa in Trentino.

L'assessore Rossi quindi non può bypassare ogni tipo di interlocuzione con Cgil Cisl Uil del Trentino. Siamo assolutamente contrari ad ogni modifica del piano che non preveda il rispetto formale e sostanziale della prassi della concertazione. Chiediamo quindi all'assessore al welfare di convocare subito le organizzazioni sindacali affinché ci vengano illustrati immediatamente i dati sui bisogni abitativi in base ai quali il Governo provinciale evoca la necessità di abbassare il numero di nuovi alloggi da mettere a disposizione della popolazione più debole. Resta inteso che le nostre confederazioni sono contrarie ad ipotetici “storni” in bilancio che comportino arretramenti a scapito sia della politica trentina di assistenza – sanitaria, che di quella della casa, o che presumano di compensare la prima con la seconda».

19 settembre 2011

 

 

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