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Archeologia. In Trentino si applicherà il Ccnl dell'Edilizia

Sottoscritto il 6 settembre l'atto di indirizzo. La soddisfazione della Fillea Cgil del Trentino 

Martedì 6 settembre è stato formalmente sottoscritto l'atto di indirizzo per l'individuazione, nell'ambito dei lavori pubblici, del contratto collettivo da applicare al personale operante nel settore dell'archeologia. L'accordo firmato dagli assessori provinciali Pacher e Panizza, dal Consorzio dei Comuni, dalle associazioni datoriali, dagli Ordini degli architetti e degli ingegneri, nonché dal Cgil, Cisl Uil del Trentino, stabilisce per la prima volta che l'appaltatore, nell'assegnazione di lavori che possano implicare scavi archeologici, dovrà applicare al personale condizioni economiche e normative non inferiori a quelle del Ccnl dell'edilizia e degli accordi territoriali ad esso legati.

Fino ad oggi, ai lavoratori dell'archeologia venivano applicati contratti spuri, compresi quelli a progetto. In questo modo la Provincia di Trento si adegua a quanto accade già da anni in Provincia di Bolzano. Non nasconde la propria soddisfazione per la notizia, la Fillea Cgil, il sindacato dei lavoratori edili. «Questo accordo – esordisce il segretario generale della Fillea, Maurizio Zabbeni - fissa finalmente regole certe per quanto concerne gli aspetti contrattuali, relativi al costo del lavoro ed alle normative applicabili ai lavoratori del settore archeologico. Tutto ciò permetterà lo svolgersi di gare di appalto sulla base della qualità dell'intervento e non sulla compressione di salari e diritti».

Per Zabbeni infatti «le regole per l'aggiudicazione degli appalti, dalla fase progettuale fino all'esecuzione dell'opera, anche quelle riferite ai contratti di lavoro da applicare, sono il terreno su cui costruire una sana e leale concorrenza tra le imprese». «Questo atto di indirizzo – conclude il sindacalista della Fillea - e il regolamento attuativo della legge sui lavori pubblici in via di definizione sono esempi di avanzate e innovative relazioni sindacali che puntano a ricercare la via alta dello sviluppo, obiettivo utile anche e forse soprattutto in una fase di crisi come quella che sta vivendo il settore dell'edilizia. Solo innovando e aumentando la qualità del lavoro si potrà infatti dare un impulso alla crescita del settore e più in generale di tutto il nostro territorio».

8 settembre 2011

 

 

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