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Crisi e manovra. Burli (Cgil): “Tutti facciano la propria parte, le forze economiche e sociali in primis”

Per il segretario generale della Cgil del Trentino la manovra nazionale è iniqua. «I nostri rappresentanti politici a Roma guardino all'interesse generale della comunità trentina. Vanno salvaguardate le prerogative dello Statuto di&

Crisi e manovra. Burli (Cgil): “Tutti facciano la propria parte, le forze economiche e sociali in primis”



Dichiarazioni di Paolo Burli, segretario generale della Cgil del Trentino



«La manovra di aggiustamento dei conti pubblici è iniqua e lo è ancor di più nei confronti delle Province Autonome che hanno la sola “colpa” di aver anticipato l'attuazione del federalismo fiscale, garantendo fin dal 2010 risorse fresche per la perequazione nazionale e l'abbattimento del debito pubblico dello Stato. Oggi, paradossalmente, il Trentino e l'Alto Adige rischiano di pagare un conto più salato di altri solo a causa del proprio senso di responsabilità.

La Cgil del Trentino confida quindi nel fatto che deputati e senatori della nostra regione sappiano mettere da parte l'interesse di parte per guardare a quello generale delle nostre comunità locali, facendo in modo di salvaguardare a Roma, nella discussione parlamentare sulla manovra economica, le prerogative dello Statuto di Autonomia. Sarebbe questo un primo importante passo per affrontare con spirito di coesione la nuova pericolosa fase della crisi economica globale iniziata ormai nel 2007 e di cui non si vede una facile via di uscita.

In questo contesto è importante che, come è avvenuto a partire dall'autunno del 2008, in Trentino tutti sappiano fare concretamente la propria parte, in primo luogo le parti sociali. Organizzazioni dei lavoratori e associazioni datoriali, in quanto rappresentanti del sistema produttivo, debbono saper tessere un dialogo costante in questa delicata congiuntura allo scopo di definire insieme concrete strategie per garantire al Trentino, anche negli scenari più foschi, soddisfacenti tassi di sviluppo e adeguati livelli di coesione sociale.

Solo così le forze economiche e sociali che hanno reso ricco il Trentino potranno offrire, pur partendo dalla tutela di interessi diversi, un comune contributo alle istituzioni politiche – Giunta e Consiglio provinciale – chiamate al difficile compito di orientare le politiche pubbliche al consolidamento del benessere della nostra terra. La sfida che abbiamo davanti è difficile, ma non impossibile».

20 agosto 2011

 

 

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