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POLITICHE DEL LAVORO. IL PIANO TRIENNALE PROVINCIALE

Priorità a servizi per l'impiego e formazione. Maggiori incentivi per l'occupazione giovanile e femminile e per il mantenimento di posti di lavoro a rischio. Gli interventi si integrano con l'ormai prossima riforma degli ammortizzatori

POLITICHE DEL LAVORO. IL PIANO TRIENNALE PROVINCIALE

La giunta provinciale ha approvato, venerdì scorso, il documento di interventi di politica del lavoro per il triennio 2011-2013. Il piano, licenziato il 30 giugno dal consiglio di amministrazione dell'Agenzia del Lavoro, chiamata ad attuarne i contenuti, è composto da 31 tipi di intervento che richiamano sei specifiche attività. Sono le politiche attive del lavoro – i servizi per l'impiego, la formazione per occupati e disoccupati, le attività di sistema – ad avere la priorità, come avviene nei sistemi di welfare più avanzati in Europa.

A questi si aggiunge un set di strumenti di carattere economico – incentivi all'assunzione, progetti per l'occupazione e sostegni al reddito dei lavoratori – che puntano a favorire l'occupabilità dei soggetti più deboli all'interno del mercato del lavoro, in primo luogo i giovani, le donne, gli over 50, i lavoratori a rischio disoccupazione e i soggetti a bassa qualificazione.

«Il piano di politica del lavoro – commentano i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Paolo Burli, Lorenzo Pomini ed Ermanno Monari - contiene molte e diverse opportunità per rendere maggiormente equo e dinamico il mercato del lavoro provinciale. Tutti gli strumenti, a partire dal forte investimento sulle politiche attive del lavoro, sono stati progettati in funzione della prossima attuazione della delega alla Provincia in materia di ammortizzatori sociali. Una volta in vigore, i nuovi ammortizzatori si integreranno perfettamente con il piano, garantendo la necessaria interconnessione tra le forme di sostegno al reddito e i percorsi di attivazione dei lavoratori».

«Oltre a prevedere incentivi per le assunzioni e per il mantenimento dei posti di lavoro a rischio, sostenendo per esempio i contratti di solidarietà - scrivono Burli, Pomini e Monari – il piano punta sulla qualificazione dei servizi per l'impiego e la formazione di occupati, disoccupati e sospesi. Il miglioramento delle competenze è infatti lo strumento più efficace per garantire il raggiungimento di un duplice obiettivo: rendere più forti sul mercato le lavoratrici ed i lavoratori e, allo stesso tempo, aumentare la competitività del sistema delle imprese locali».

Per i sindacati l'approvazione del piano di politica del lavoro è la prova della buona salute del dialogo tra le parti sociali in Trentino. «Siamo riusciti – continuano i segretari di Cgil Cisl e Uil – a coniugare il senso di responsabilità di tutte le parti sul fronte della coesione sociale e la rapidità di decisione. Considerato il notevole ventaglio di opportunità rivolte a lavoratori ed imprese, è fondamentale che si operi celermente ad una diffusa informazione riguardo gli strumenti messi in atto dal piano». A questo proposito Provincia e Agenzia del Lavoro hanno già programmato per settembre una giornata di presentazione pubblica del piano nella sua interezza. Inoltre, sono previste forme di valutazione in itinere, indispensabili per misurare l'efficacia delle misure adottate, in un'ottica di miglioramento continuo delle politiche del lavoro.

«Ora – concludono Burli, Pomini e Monari –, come parti sociali, abbiamo il compito di far vivere il piano nella concretezza quotidiana del sistema economico e sociale, attuandone i principi e garantendo la piena diffusione dei suoi strumenti. Siamo certi che anche la Provincia farà lo stesso, investendo con sempre maggior convinzione sul ruolo e la funzione insostituibile dell'Agenzia del Lavoro».

1 agosto 2011

 

 

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