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Occupazione giovanile. Il programma di interventi in sintesi

Sono sei le linee di intervento previste dal programma approvato dalla Giunta provinciale ed elaborato dalla cabina di regia che ha riunito amministrazione provinciale, parti sociali, Agenzia del Lavoro e Università di Trento per definire provvedimenti operativi a sostegno dell'occupazione giovanile, oggi in sofferenza per la crisi economica. Eccoli in sintesi

 

1. L’INGRESSO NEL MERCATO DEL LAVORO


1.1 L’apprendistato

Lo strumento da privilegiare nel contesto normativo italiano è l’apprendistato, di cui sembra prossima una riforma sul piano nazionale, che è il contratto di inserimento occupazionale più collaudato e qualificato anche secondo l’esperienza dei paesi europei. L’apprendistato coinvolge circa 5.170 giovani e assicura oltre 5.500 assunzioni all’anno.

Esso va riproposto nelle tre diverse tipologie:

a. apprendistato in diritto-dovere, nella competenza istituzionale del Dipartimento Istruzione e in collaborazione con l’Agenzia del lavoro, al fine in particolare di contrastare la dispersione scolastica ed il fenomeno dei giovani né a scuola né al lavoro;

b. apprendistato professionalizzante, intervenendo attraverso:

- la semplificazione delle procedure di gestione, valorizzando il ruolo degli enti bilaterali e delle parti sociali;

- l’estensione dei piani formativi individuali a tutti i contratti collettivi mediante accordi con le parti sociali;

- il sostegno alla continuità contrattuale con incentivi alla riassunzione di apprendisti che hanno subito senza responsabilità propria l’interruzione di un precedente rapporto;

- il sostegno all’assunzione, erogato per un biennio, di un apprendista aggiuntivo in costanza dei rapporti di lavoro in essere;

c. apprendistato alto, prevedendo di incrementare l’inserimento in azienda di giovani, attraverso una pluralità di soluzioni, che consentano di conseguire un diploma professionale o di tecnico superiore (alta formazione), un diploma di scuola secondaria superiore o un diploma di laurea, un master o anche un dottorato di ricerca

 

 

2. STABILIZZAZIONE DEI RAPPORTI DI LAVORO PRECARI

 

2.1. Incentivi alla trasformazione o all’assunzione in rapporti di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di lunga durata (24 mesi) di contratti atipici

L’obiettivo è quello di sostenere con incentivi la trasformazione o l’assunzione in rapporti di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata di almeno 24 mesi, di giovani fino a 35 anni che abbiano svolto attività lavorativa presso diversi datori di lavoro per almeno 15 mesi negli ultimi 3 anni, con le seguenti modalità contrattuali: lavoro a progetto, co.co.co., contratto di somministrazione, contratto di inserimento, contratto a chiamata, contratto a tempo determinato. In caso di assunzione a tempo determinato il contributo sarà ridotto rispetto ai contratti a tempo indeterminato; il contributo sarà comunque commisurato al genere del lavoratore assunto.

 

2.2 Incentivi alla trasformazione o all’assunzione in rapporti di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di lunga durata (24 mesi) di giovani genitori

I medesimi incentivi sono previsti per la trasformazione o l’assunzione in rapporti di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata di almeno 24 mesi, di giovani genitori fino a 35 anni.

 

3. TRANSIZIONE SCUOLA-LAVORO

 

3.1 Potenziamento del Fondo Giovani

Vanno sviluppati e sostenuti i tirocini nella prospettiva di una loro anticipazione nel corso degli studi o in prossimità della loro conclusione. Attraverso il Fondo Giovani vanno valorizzati i tirocini a carattere nazionale e sviluppati quelli a carattere internazionale mediante un aumento degli importi dei prestiti d’onore (intervento 4c “Percorsi di alta specializzazione professionale”).

Particolare attenzione deve essere riservata al sostegno di stage e tirocini, ed al finanziamento di borse di studio, a favore di giovani che intendono intraprendere professioni nell’ambito artistico-culturale, ma anche al sostegno di coloro che vogliono avviare una carriera agonistica, attraverso la definizione di convenzioni con il Comitato Olimpico Italiano.

Al fine di ottimizzare l’accesso alle informazioni di interesse per i giovani, si prevede la trasformazione del sito “Per il mio futuro” in un portale dedicato alle politiche giovanili in provincia di Trento.

 

3.2 Banca stage

La banca verrà creata sulla base di un censimento delle aziende disponibili ad ospitare giovani in tirocinio formativo e di transizione al lavoro.

 

3.3 Tirocini di qualità

I tirocini e gli stage post-diploma e post-laurea vanno qualificati con progetti formativi specifici, secondo linee guida condivise tra tutti gli operatori (istituzioni e parti sociali).

Dal punto di vista operativo, si propone di ricercare un accordo sulla qualità dei tirocini e degli stage, mediante la sottoscrizione di un’intesa tra parti sociali, Provincia ed Università, volto a definire le linee guida che dovrebbero contenere le caratteristiche di un progetto di tirocinio e di stage e l’eventuale valore dell’attestazione di competenze per il sistema educativo.

 

4. PIU’ COERENZA TRA I PERCORSI DI STUDIO E LE RICHIESTE DELLE IMPRESE

 

Nel tempo medio, le politiche formative da un lato (comprese quelle universitarie) e le analisi dei fabbisogni professionali dall’altro, potranno costituire due strumenti particolarmente idonei a perseguire questo obiettivo. In termini contingenti, è necessario sviluppare informazione e orientamento, che sono oggetto peraltro di una diffusa attività di enti e istituzioni, che è bene lasciare alla libertà di iniziativa dei soggetti attuatori se e per quanto assicurano capillarità sul territorio. Va semmai rafforzata la conoscenza di queste iniziative e potenziato l’orientamento a carattere istituzionale a partire dalla scuola e dalla formazione professionale.

Tra le misure previste una in particolare spicca per il suo carattere innovativo: la creazione della Città dei mestieri, a Trento, uno snodo prioritario per l'accesso ai servizi in materia di formazione e lavoro, e l'apertura di una vera e propria "borsa delle professioni".

 

5. OCCUPAZIONE DI GIOVANI DONNE

 

Gli interventi riguardano la possibilità di consentire esperienze di lavoro in grado di offrire una professionalizzazione spendibile. Queste esperienze vanno sostenute con interventi formativi o tirocini mirati, in particolare per donne in possesso di titoli di studio meno richiesti dal mercato del lavoro. Va inoltre incentivata la sostituzione di donne che usufruiscono di congedi o riduzioni di orari di lavoro per ragioni di cura, con altre giovani donne non occupate.

 

6. LAVORO AUTONOMO

 

Il lavoro autonomo, inteso peraltro in una prospettiva più vasta di avvio di attività imprenditoriali oltre che di self employment e attività professionali, è una strategia che oggi tende a coinvolgere più intensamente i giovani alla ricerca di soluzioni alternative ad una condizione di lavoro dipendente che si è fatta problematica.

Si pensa a potenziare l'erogazione di prestiti d'onore per coprire spese di investimento e di gestione, e ad erogare nuovi aiuti per l'imprenditorialità giovanile in termini di borse di studio a sostegno di nuove idee imprenditoriali e di contributi per investimenti e spese di costituzione per l’avvio di nuove imprese.

 

da www.provincia.tn.it

 

1 luglio 2011

 

 

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