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Direttivo Cgil. Condanna per le contesazioni del 6 maggio e del 5 giugno

Il comitato direttivo della CGIL del Trentino approva un documento di censura 

Si è tenuto mercoledì 29 giugno il comitato direttivo della CGIL del Trentino convocato per discutere in merito alle contestazioni violente ed ingiuriose messe in atto in occasione della manifestazione di piazza Battisti a Trento per lo sciopero generale del 6 maggio e in concomitanza con la presenza del segretario generale della CGIL, Susanna Camusso, al Festival dell'Economia il 5 giugno scorso.
 

Dopo la relazione del segretario generale della CGIL del Trentino, Paolo Burli e la successiva animata discussione, il comitato direttivo ha votato e approvato con due contrari e un astenuto il documento presentato dalla segreteria della CGIL del Trentino con cui si condannano i due episodi.

Qui di seguito pubblichiamo integralmente il testo del documento.

 

ODG SUI FATTI DEL 6 MAGGIO E DEL 5 GIUGNO 2011

Il Comitato direttivo riunito oggi, mercoledì 29 giugno 2011, dopo aver ascoltato la relazione del segretario generale della CGIL del Trentino, Paolo Burli, ha discusso riguardo i fatti accaduti in occasione della manifestazione provinciale a Trento per lo sciopero generale del 6 maggio scorso e quelli occorsi in concomitanza alla presenza del segretario generale della CGIL, Susanna Camusso, al Festival dell'Economia di Trento il 5 giugno scorso.

A conclusione del dibattito, il Comitato direttivo ribadisce le seguenti premesse:

la CGIL è un'associazione fondata sulla partecipazione democratica delle iscritte e degli iscritti, partecipazione regolata dallo Statuto che ne fissa i diritti e i doveri e che rappresentano il fondamento stesso della vita del sindacato. Ogni interpretazione discordante sull'applicazione di queste norme è ricomposta ricorrendo agli organismi di garanzia - in particolare la commissione di garanzia e la commissione statuto - che operano secondo quanto stabilito dallo statuto associativo.

In questo senso solo gli organismi di garanzia, a norma di Statuto, possono stabilire in via definitiva la regolarità di ogni comportamento o decisione, anche per quanto attiene i provvedimenti sanzionatori assunti dai centri regolatori. Resta inteso che è indispensabile siano rispettati tempi, modalità e contenuti delle decisioni di questi organismi, pena il rischio di delegittimarne la funzione statutaria e con essa di mettere in discussione le regole fondamentali della vita associativa.

Da un anno circa, la CGIL del Trentino è oggetto di attacchi ingiuriosi e violenti, nei toni e nelle modalità, da parte di alcuni iscritti che si riconoscono nell'area programmatica "La CGIL che vogliamo", appartenenti in prevalenza alla Filt Cgil del Trentino. Questi attacchi si sono ripetuti anche mentre la segreteria confederale operava per garantire sempre il massimo di tutela a favore degli iscritti della categoria stessa e sono continuati successivamente nonostante gli organi di garanzia avessero censurato ufficialmente alcuni atti e benché le recriminazioni avanzate dagli esponenti dell'area programmatica "La CGIL che vogliamo" fossero ancora al vaglio degli organismi di garanzia.

La CGIL è fondata sul riconoscimento del diritto democratico all'espressione delle diverse opinioni, fino al dissenso, nei limiti e nelle forme stabilite dallo statuto associativo, ma sancisce anche obbligo di difendere l'unità e l'immagine dell'organizzazione. La CGIL rifiuta nella sua dialettica qualsiasi forma di violenza, di intimidazione, di ingiuria e di discriminazione.

Ribadito quanto sopra il Comitato direttivo della CGIL del Trentino, assumendo la relazione del segretario generale della CGIL del Trentino, Paolo Burli, rileva la crescente gravità degli atti compiuti da detti iscritti nel corso degli ultimi mesi.

In particolare, condanna le forme di contestazione violenta, sfociate nel lancio di fumogeni e di uova all'indirizzo del palco, in occasione della manifestazione provinciale per lo sciopero generale del 6 maggio a Trento, azioni ancor più gravi perché messe in atto nel giorno in cui migliaia di lavoratori e pensionati in Trentino erano scesi in piazza uniti sotto le insegne della CGIL per chiedere al Governo nazionale una svolta nelle politiche economiche e sociali per l'Italia e per contrastarne i provvedimenti antipopolari.

Con la stessa forza e decisione e sulla base delle premesse precedenti, condanna la contestazione messa in atto da alcuni iscritti alla CGIL del Trentino in occasione della presenza al festival dell'Economia di Trento del segretario generale della CGIL, Susanna Camusso, il 5 giugno scorso, aggravato da contenuti altamente ingiuriosi e irrispettosi della dignità di tutte le donne e per il fatto di aver colpito con beceri slogan il segretario generale della CGIL, organizzazione che da sempre si batte contro ogni forma di discriminazione.

29 giugno 2011

 

 

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