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ACCORDO SU CONTRATTAZIONE E RAPPRESENTANZA

Accordo con Cisl. Uil e Confindustria. Per la Cgil l'intesa ristabilisce la centralità dei Contratti Nazionali, ricostruisce regole comuni e certificherà la rappresentanza sindacale. Ma a Marchionne non basta

ACCORDO SU CONTRATTAZIONE E RAPPRESENTANZA

La CGIL ha riunito a Roma mercoledì 29 giugno i segretari generali di territori e categorie per discutere dell'ipotesi di accordo su contratti e rappresentanza, siglato nella serata di martedì 28 con CISL, UIL e Confindustria. In quell'occasione, oltre ad esprimere preoccupazione per la manovra correttiva del Governo, il segretario generale della CGIL, Susanna Camusso, ha esposto le ragioni della sigla in calce all'accordo su rappresentanza e contrattazione. Intanto da Torino, Sergio Marchionne fa capire che l'intesa non è sufficiente a FIAT per garantire l'esigibilità dei accordi di Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco. In una lettera alla presidente di Confindustria Marcegaglia, giovedì 30 giugno, l'ad di Fiat-Chrysler, invoca "ulteriori passi" nel confronto tra industriali e sindacati pena l'uscita da Confindustria di Fiat e Fiat Industrial.

Nello spiegare le ragioni che hanno portato la CGIL ha siglare l'accordo, mercoledì Camusso ha voluto sottolineare che, sul piano delle relazioni tra CGIL, CISL e UIL, “si era in assenza di qualunque regola”, una condizione che non permetteva, alle organizzazioni sindacali, di portare avanti, unitariamente, discussioni sulle piattaforme, sugli accordi e verificare con i lavoratori l'esito delle eventuali contrattazioni. Tutto ciò, ha proseguito la dirigente sindacale, “a causa degli strappi verificati con l'accordo separato del 2009” che “prevedeva la possibilità di rapporto con i lavoratori solo in presenza di un'opinione comune tra le organizzazioni sindacali”, mentre, con l'accordo raggiunto ieri, sarà possibile consultare i lavoratori “anche a fronte di opinioni diverse tra i sindacati”. Un metodo di democrazia che dovrà essere declinato “nei regolamenti delle singole categorie”.

Secondo Camusso l'unico modo per ricostruire un percorso comune, superando le distanze accumulate nel tempo con CISL e UIL, è quello di “ripartire dalle regole e dal rapporto tra le organizzazioni e i lavoratori”. “Se qualcuno ci chiedesse - ha proseguito Camusso - qual è il modello migliore, probabilmente ne avremmo pensato un altro”, ma adesso “siamo nelle condizioni di poter dire che abbiamo delle regole che ci permettono di esercitare la democrazia nel rapporto con i lavoratori”. Questa è la prima ragione, spiega la leader della CGIL che “smentisce tutti coloro che in queste ore stanno dicendo che nell'accordo non c'è democrazia e consultazione, né rapporto con i lavoratori”.

Adesso, ha proseguito Camusso, “chiederemo a CISL e UIL di consultare con il voto i lavoratori sull'ipotesi di accordo raggiunta ieri sera” sulla rappresentanza e la contrattazione. “Ad oggi non abbiamo certezza sulla loro risposta”, ha avvertito la dirigente sindacale, “se non ci fosse la loro disponibilità” per una consultazione unitaria “applicheremo le nostre regole che prevedono la consultazione dei nostri iscritti”, secondo i modi che, eventualmente, deciderà il Direttivo della Confederazione, già convocato per l'11 e il 12 luglio.

Ulteriore elemento di soddisfazione per il Segretario Generale della CGIL, pur consapevole di non essere di fronte ad un nuovo modello contrattuale complessivo, è la battuta d'arresto che che si è data al processo di destrutturazione del valore del 'contratto nazionale', ristabilendo con chiarezza la “gerarchia delle fonti”, ossia: “è il contratto nazionale a determinare cosa può succedere negli altri livelli di contrattazione”. Con queste ragioni la leader della CGIL smentisce chi continua ad affermare che la FIAT trarrà benefici da questo accordo, “perché la fonte diviene il CCNL che la FIAT ha chiesto invece di cancellare”.

Inoltre, viene introdotto dall'accordo raggiunto, il principio che la rappresentanza nel settore privato sarà determinata, come già accade nel pubblico impiego, dalla certificazione degli iscritti e dal voto delle RSU, “ora bisognerà passare, in tempi brevi, alla fase applicativa” ha affermato Camusso.

Un accordo, ha sottolinea la leader della CGIL, che trova una soluzione anche “rispetto a quei luoghi dove non ci sono RSU”, ma che è chiaramente finalizzato alla loro implementazione, perché “sono proprio le RSU che danno la misura della rappresentanza insieme agli iscritti”. “Tutto l'accordo – ha concluso Camusso - è costruito sul fatto che c'è una relazione tra rappresentanza e voto, e non esclusivamente una relazione tra rappresentanza e organizzazioni sindacali”.

da www.cgil.it

29 giugno 2011

 

 

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