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Edilizia sociale. “Il welfare resti legato al bisogno

Cgil Cisl Uil del Trentino bocciano l'ipotesi di mettere sullo stesso piano condizione economica e periodi di residenza. Stop ad aumenti generalizzati dei canoni Itea

Dichiarazioni dei segretari confederali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Franco Ianeselli, Diego Faccini e Walter Alotti

 

«L'accesso al welfare da sempre è legato, principalmente, allo stato di bisogno dei cittadini e non a punteggi costruiti attorno al numero di anni di residenza in un territorio. Siamo convinti che questo principio debba essere confermato, anche perché non possiamo permetterci di penalizzare, ancora una volta, i giovani. Sarebbe infatti ingiusto che una giovane coppia di precari oppure una ragazza madre rischiassero di essere superati, nelle graduatorie per la casa Itea, da soggetti in condizioni economiche più favorevoli, ma che posseggono un maggior numero di anni di residenza e di anzianità lavorativa.
Tra l'altro, già oggi è previsto un riconoscimento di punteggio rispetto alla residenza (che si aggiunge ai 3 anni necessari per poter fare domanda). Il punto centrale, rispetto a questo tema, è la ragionevolezza nella misura del riconoscimento. Se questa viene a mancare, non solo si creano iniquità nell'intervento, ma rischia di cadere la stessa legittimità giuridica della norma. 
Inoltre, per quanto riguarda i canoni, va ricordato che all'inizio di questa legislatura l'assessore Rossi decise di modificare la normativa concordata a suo tempo con il suo predecessore, l'assessore Dalmaso, e di non considerare ai fini Icef il patrimonio degli inquilini, di fatto, fino a 80mila euro a nucleo. Questo ha prodotto ripercussioni anche sul livello degli affitti. 
Proprio sulla base di quella esperienza, ogni nuovo intervento va ponderato con grande attenzione, anche per evitare di trovarci nuovamente nella situazione in cui la politica annuncia provvedimenti, suscita allarme e proteste, e quindi ritorna sui propri passi. Più che annunci servono simulazioni e scelte meditate. 
Anche in virtù dell'incerta condizione dell'economia che grava sui ceti più deboli, come sindacati siamo contrari ad aumenti generalizzati per tutti gli inquilini, quando potrebbero essere realizzati interventi magari più circoscritti ma di sicura efficacia, mantenendo saldi i principi di equità.
Il sindacato trentino ha già espresso molte di queste valutazioni all'assessore Rossi e continuerà a fornire valutazioni di merito rispetto all'ipotesi di adozione del nuovo regolamento. Chiediamo però a tutte le forze politiche di prestare grande attenzione al provvedimento, in modo da poter arrivare a soluzioni utili per la comunità e condivise».

 

17 giugno 2011

 

 

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