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Commercio. Caramelle (Filcams): “Aumenti a tutti i lavoratori”

La categoria della Cgil anche in Trentino diffida le aziende dall'applicare ai propri iscritti il contratto nazionale separato. Caramelle: “Contrattazione decentrata per superare i peggioramenti del ccnl separato”

In questi giorni, la Filcams a livello nazionale e provinciale sta inviando a tutte le controparti datoriali e a tutte le aziende del settore una lettera con la quale la categoria della Cgil diffida i datori dall'applicare ai propri iscritti le norme modificate dal recente rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore del terziario, della distribuzione e dei servizi.

L'accordo, accanto ad aumenti salariali medi di 84 euro nel 2013, prevede la derogabilità del contratto nazionale, la possibilità per le aziende di uscire dal sistema assicurativo Inps per quanto riguarda la malattia, l'attuazione del collegato lavoro su certificazione e arbitrato per equità, norme discriminanti sull'apprendistato per i lavoratori stranieri ed altri elementi normativi penalizzanti. Per questi motivi il rinnovo dello scorso 26 febbraio non è stato siglato dalla Filcams Cgil, ma solo dal Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

L'invio della lettera di diffida si iscrive all'interno della strategia della Filcams nazionale che punta a contrastare per via legale e giudiziaria l'applicazione del contratto separato nei suoi elementi peggiorativi. Anche sulla base delle recenti sentenze favorevoli alla Fiom Cgil sull'applicazione del contratto separato dei metalmeccanici del 2009 ai soli iscritti di Cisl e Uil, qualora le aziende non tenessero conto della diffida, la categoria si riserva di promuovere azioni legali a tutela dei propri aderenti.

Se gli iscritti alla Filcams possono essere esentati dall'applicazione delle nuovo norme contrattuali, lo stesso meccanismo non vale per le condizioni economiche e retributive. La giurisprudenza italiana in materia è infatti chiarissima: lavoratori addetti alla stessa mansione debbo ricevere compensi contrattuali uguali.

«Per la Filcams - spiega Roland Caramelle, segretario generale della categoria in Trentino - gli aumenti salariali introdotti dall'accordo separato sono anticipi sul contratto futuro - unitario, valido per tutti e legittimato dai lavoratori stessi - che puntiamo a riconquistare. Le aziende quindi non possono fare allarmismo o pressioni illegittime nei confronti di delegati e iscritti Filcams, sostenendo che la mancata applicazione del contratto separato significa perdere il diritto agli aumenti. Non è così, lo dice la giurisprudenza di anni».

Ma la Filcams non batte solo la via giudiziaria. E' impegnata a impedire l'attuazione del contratto anche attraverso la contrattazione di secondo livello. «Puntiamo infatti - continua Caramelle - ad aprire una fase di contrattazione a livello territoriale ed aziendale, così da garantire a tutti i lavoratori le condizioni normative su malattia, apprendistato, controversie di lavoro, ecc, che vigevano prima dell'accordo del 26 febbraio».

In Trentino tra l'altro dal 1983 vige un accordo territoriale secondo cui tutte le imprese iscritte all'Unione Commercio Turismo e Attività di servizio si impegnano ad integrare l'indennità di malattia al 100% del salario. «Vogliamo che questo accordo a livello provinciale - conclude Caramelle - non sia considerato un privilegio di pochi, ma sia esteso a tutti, anche alle aziende che non aderiscono all'associazione. Certo, con contratti nazionali come quello sottoscritto da Cisl e Uil, c'è il rischio che anche le conquiste delle lavoratrici e dei lavoratori in Trentino vengano messe in discussione. Noi faremo di tutto per evitare che questa possibilità si concretizzi».

20 maggio 2011

 

 

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