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Ricerca e sviluppo. Burli (Cgil): “All'appello mancano le imprese”

In Trentino l'1,25% del Pil investito in R&S contro 1,99% della UE a 15. Ma solo il 30% della spesa è a carico delle imprese. Burli: “Pronti a discuterne con il Coordinamento imprenditori”

«Se si osservano i dati diffusi dalla Provincia sugli investimenti in ricerca e sviluppo in Trentino, salta subito all'occhio un'evidenza macroscopica: all'appello mancano gli investimenti delle imprese. In media infatti, negli anni tra il 2000 e il 2008, ben oltre il 70% degli investimenti in R&S è stato a carico delle istituzioni pubbliche e dell'Università. Solo il 25% - percentuale che nel 2008 è salita al 30% - della spesa è stata sostenuta dalle imprese. Il contrario di quanto avviene nel Nord-Est e in Europa, dove sono gli imprenditori a trainare gli investimenti in ricerca. E' quindi essenziale che le aziende trentine sappiano colmare velocemente questo gap di innovazione: ne va della loro stessa sopravvivenza, nonché di quella di migliaia di posti di lavoro».

 

Paolo Burli, segretario generale della Cgil del Trentino, non fa sconti al sistema delle imprese che in Provincia, investe ancora troppo poco in ricerca e sviluppo, settori chiave per affrontare la competizione sui mercati internazionali, ma anche per garantire posti di lavoro qualificati, innovare la piattaforma produttiva locale e consolidare la crescita sostenibile del territorio.
Secondo i dati diffusi dall'ufficio statistica della Provincia Autonoma di Trento, nel 2008 la spesa complessiva di enti pubblici e soggetti privati è stata pari all'1,25% del Pil, superiore a quella di Italia (1,23%) e Nord-Est (1,17%), ma decisamente inferiore all'Unione europea a 15 (1,99% del Pil). A ciò si aggiunge il limite della scomposizione di queste spese che sono, come detto, per la stragrande maggioranza a carico di istituti pubblici e università: nel 2008 in Trentino solo il 30% degli investimenti in ricerca e sviluppo è stato sostenuto dalle aziende. Nel Nord-Est e nell'Unione a 15 il rapporto è invertito: sono le imprese ad accollarsi oltre il 60% delle spese in R&S.

 

«Che negli ultimi anni - continua Burli - il sistema economico locale stia dando segnali di ripresa nell'investimento in innovazione, è sicuramente positivo e va detto che, a fronte di una media non certo lusinghiera, anche sul nostro territorio ci sono esempi di aziende che credono concretamente nella ricerca. Ma tutti i settori possono è devono fare di più se vogliamo che il Trentino raggiunga davvero l'obiettivo del 3% del Pil investito in R&S entro il 2020 come vuole l'Unione europea».

«Sono molti - conclude il segretario Cgil - i canali di finanziamento per la ricerca inaugurati dalla Provincia che si aggiungono al credito di imposta appena varato dal Governo nazionale. Le imprese in Trentino quindi non hanno più scuse. E considerato che il problema riguarda tutti i comparti, è bene che il Coordinamento degli imprenditori metta urgentemente in agenda la questione. Su questo tema noi siamo pronti ad incontrare immediatamente il Coordinamento per decidere insieme quali sono le strategie più utili affinché le imprese in Trentino investano più e meglio in ricerca e innovazione».

23 maggio 2011

 

 

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