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LAVORI USURANTI. MENO ANNI PER ANDARE IN PENSIONE

Il decreto in vigore dal 26 maggio attua il Protocollo del welfare del 2007. Domande entro il 30 settembre per chi beneficia degli anticipi nel 2011. Rivolgiti al patronato INCA CGIL

Sulla Gazzetta Ufficiale dell'11 maggio 2011 è stato pubblicato il decreto legislativo 21 aprile 2011 n. 67 "Accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti". Il decreto legislativo, al quale si affiancherà a breve, un altro decreto su tutta una serie di misure procedurali, entrerà ufficialmente in vigore il 26 maggio prossimo.
 
Si tratta di specifiche norme sui lavori usuranti che attuano, con tre anni di ritardo, quanto previsto nel Protocollo sul welfare firmato nel 2007 con il governo Prodi, approvato da oltre 5 milioni di lavoratori e pensionati. Il decreto riconosce, per la prima volta nella legislazione italiana, che i lavori non sono tutti uguali e che per questo vanno valutati in modo diverso sia ai fini contrattuali che previdenziali, garantendo anticipi sulla maturazione del diritto ad andare in pensione agli addetti a lavorazioni pesanti.
 
La Cgil, impegnata da anni per il raggiungimento di questo obiettivo, considera il decreto un passo in avanti importante anche se i suoi contenuti non soddisfano appieno le richieste avanzate dal sindacato e si impegna a proseguire la sua battaglia per la piena realizzazione di questo principio.
 
Il decreto riprende il testo predisposto dal precedente governo nel marzo 2008, non emanato a causa dell'interruzione anticipata della legislatura. L'esito non era scontato perché il governo attuale era intenzionato ad aumentare il numero di notti lavorate richieste ai fini della classificazione del lavoro usurante, in modo da ridurre la platea dei beneficiari. L'iniziativa unitaria di Cgil, Cisl e Uil ha consentito di non alzare la soglia delle 64 notti, ottenendo un risultato importante per tutti i lavoratori.
 
Nel decreto varato restano, tuttavia, alcuni aspetti critici che la Cgil, insieme a Cisl e Uil, ha più volte sottolineato. L'elemento più negativo, tenuto conto della grave crisi in atto, è il vincolo stabilito tra diritto al beneficio e svolgimento del lavoro usurante nell'anno di maturazione dei requisiti per il diritto a pensione.
 
Per le pensioni da liquidare con decorrenza tra l'entrata in vigore della legge ed il 31 dicembre 2017, infatti, occorrerà aver svolto lavoro usurante per un periodo di 7 anni nel corso degli ultimi 10 anni di lavoro compreso l'ultimo anno. Le lavoratrici e i lavoratori che terminano la loro carriera lavorativa con periodi di cassa integrazione, mobilità, disoccupazione, avendo svolto magari a lungo lavori classificati usuranti, perderanno il diritto ad anticipare il loro pensionamento.
 
Per superare tale aspetto penalizzante, la Cgil chiede la "sterilizzazione" dei periodi di disoccupazione, mobilità, cassa integrazione e contratto di solidarietà nel calcolo dei 10 anni. Inoltre nel decreto sono scomparse le risorse finanziarie relative agli anni 2008, 2009, 2010. Queste risorse, secondo la Cgil, dovranno rimanere a disposizione del fondo per i lavori usuranti.
 

15 maggio 2011

 

 

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