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Ccpl ortofrutta. Nulla di fatto nel secondo incontro con la Cooperazione

Fai Cisl e Flai Cgil chiedono aumenti del 9% nel triennio. Il contratto provinciale è scaduto il 31 dicembre 2010 e riguarda circa 1.500 addetti

Secondo incontro questo pomeriggio tra sindacati e Federazione della Cooperazione trentina per il rinnovo del contratto provinciale del comparto ortofrutticolo, scaduto a dicembre del 2010. Al tavolo del confronto erano presenti Stefano Montani ed Orietta Menapace per la Flai Cgil, Tiziano Faes e Fulvio Bastiani per la Fai Cisl e i rappresentanti dei tre maggiori consorzio ortofrutticoli in provincia, Melinda, la Trentina e Sant'Orsola, che occupano circa 1.500 addetti in Trentino.

Dopo un primo incontro a aprile, dedicato all'illustrazione della piattaforma unitaria di Flai Cgil e Fai Cisl da parte delle organizzazioni sindacali che chiedono tra l'altro un aumento medio del 9% sul triennio 2001-2013, oggi doveva iniziare la trattativa nel merito delle singole richieste sindacali. Ma la Federazione della Cooperazione, in via preliminare, ha giudicato eccessivamente onerose le richieste salariali dei sindacati, sollecitando l'apertura di un tavolo tecnico in grado di rivedere il costo complessivo del rinnovo contrattuale.

La richiesta è stata fermamente respinta dalla delegazione sindacale. Flai Cgil e Fai Cisl hanno ribadito che nessun tavolo tecnico può modificare una piattaforma rivendicativa. Gli unici soggetti titolati a modificarla sono le lavoratrici e i lavoratori del comparto. E questi ultimi l'hanno già discussa ed approvata in una serie di assemblee tenutesi nei mesi scorsi.

Su questo punto il muro contro muro è durato per tutto l'incontro. Le parti hanno quindi deciso di aggiornare la trattativa al prossimo 30 maggio con l'impegno di entrare finalmente nel merito delle richieste sindacali.
«Siamo partiti con il piede sbagliato - commenta Stefano Montani della Flai Cgil del Trentino -. Dovremo attendere fino al 30 maggio per iniziare a discutere realmente dei contenuti della piattaforma. La Federazione deve capire che le lavoratrici e i lavoratori del settore non sono disposti a perdere tempo prezioso per avere ciò di cui hanno diritto, un dignitoso rinnovo contrattuale».
  

10 maggio 2011

 

 

 

 

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