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Buon Primo Maggio!

L'editoriale per la Festa dei lavoratori firmato dal segretario generale della CGIL del Trentino, Paolo Burli, sulle colonne del Corriere

Ai 500mila lavoratori di Cuba che, con le liberalizzazioni di Raul Castro, perderanno l'impiego pubblico per un posto nel privato. Alle famiglie degli operai arsi vivi nel rogo della Thyssen che finalmente hanno avuto giustizia. Agli autotrasportatori del porto di Shanghai che hanno scioperato per ben tre giorni riuscendo a strappare alle autorità cinesi (senza neppure un arresto!) tariffe più basse per lo stoccaggio delle merci e per i rifornimenti. Ai cittadini del Wisconsin che hanno perso (per ora) il loro match contro le leggi antisindacali volute dal governatore Walker.

Ai lavoratori in Giappone che dovranno fare i conti coi disastri provocati dalla crudeltà della natura (il terremoto e lo tsunami) e dalla cecità degli uomini (la centrale di Fukushima). Ai giovani di Tunisia ed Egitto che hanno vinto la loro battaglia contro la dittatura e per la democrazia. A quelli di Libia e Siria che invece stanno ancora combattendo. Ai giovani italiani (e trentini!) che la libertà ce l'hanno e se la tengono stretta, ma che oggi hanno altri problemi: faticano ancora troppo spesso a trovare un impiego e più che mai uno stabile.

La Cgil del Trentino augura buon Primo Maggio a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori - mai così tanti nella storia dell'umanità - in un mondo sempre meno "rispettoso" ed interessato alle visioni a volte stereotipate e un po' conservatrici di noi sindacalisti, ma anche all'orgoglio padronal-imprenditoriale che non può nascondere le difficoltà del nostro sistema produttivo e alle parole d'ordine di certa politica che condanna la globalizzazione senza fare nulla di concreto perché lavoro e imprese possano competere sui mercati mondiali.

Il mondo cambia giorno dopo giorno, inesorabilmente, senza che quasi ce ne accorgiamo. A volte, in verità, non vogliamo vederli questi cambiamenti. Quel che è certo è che, dopo l'ubriacatura della bolla finanziaria che ci voleva tutti trader, il lavoro è tornato al centro dell'agenda politica: dal lavoro che non c'è (oggi i tassi di disoccupazione determinano gli andamenti delle borse e incendiano le piazze come a Tunisi e al Cairo), fino al lavoro che c'è (l'inflazione, le dinamiche salariali e le rimostranze dei lavoratori cinesi preoccupano i vertici del Celeste Impero). Forse il lavoro interessa meno all'Italia unita e al suo Governo sempre in altro affaccendato.
 
Sicuramente interessa al Trentino e alla sua classe dirigente. Lo hanno dimostrato la tempestività e l'efficacia della manovra anticrisi, gli interventi contro la povertà, la difesa del sistema di istruzione, l'investimento sull'università, la decisione di assumere la delega sugli ammortizzatori sociali. Entro pochi mesi il Trentino avrà un migliore sistema di protezione sociale e di qualificazione dei lavoratori.
 

Ora dobbiamo essere onesti. Basterà tutto ciò per battere la crisi una volta per tutte e tornare a crescere? No, non basterà. Per lo sviluppo del Trentino e per la crescita dell'occupazione servono denari per gli investimenti (e la Provincia intende metterne a disposizione un bel po'), buone idee per farli fruttare (e qui la palla è in mano agli imprenditori che devono dimostrare di essere all'altezza della sfida) e regole del gioco - le relazioni industriali e la democrazia economica - che ci rendano più responsabili gli uni verso gli altri. Su quest'ultimo punto abbiamo molta strada da fare anche in Trentino, sapendo che nessuno ha la verità in tasca e che nessuno può gridare "al lupo" di fronte alle innovazioni che non piacciono. E' tempo che tra sindacati ed imprese si apra un confronto vero: siamo sulla stessa barca e navighiamo nel mare aperto della globalizzazione, il Primo Maggio come tutti gli altri giorni dell'anno.

Paolo Burli
segretario generale della Cgil del Trentino

 

1 maggio 2011

 

 

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