NEWS

ZF Marine. Contratto di solidarietà ad Arco.

Meno di un anno e mezzo fa, i tedeschi annunciavano l'imminente chiusura. Oggi lo stabilimento garantisce 100 posti di lavoro. Grasselli (Fiom): "Si è chiusa la fase critica, il contratto di solidarietà rappresenta il punto di partenza

E' stato firmato oggi il contratto di solidarietà alla ZF Marine di Arco. Nello stabilimento, che in riva al Sarca produce invertitori marini per la multinazionale tedesca di Friedrichshafen in Germania, potranno continuare a lavorare 100 addetti, contro gli 60 previsti dal piano di ristrutturazione voluto dalla proprietà.

In verità, meno di un anno e mezzo fa, il destino dello stabilimento arcense, che allora poteva contare su 130 dipendenti, sembrava segnato. In un tesissimo incontro, il 23 novembre 2009, i vertici di ZF Marine annunciavano infatti alle organizzazioni sindacali la volontà di chiudere il plesso di Arco per concentrare la produzione a Padova. Nel Basso Sarca sarebbero rimasti solo 20 addetti per continuare il progetto di ricerca cofinanziato dalla Provincia.

«La determinazione degli operai e la lotta di tutti i dipendenti - ricorda soddisfatto il segretario generale della Fiom, Roberto Grasselli - ha pagato. Siamo riusciti a dimostrare nei fatti che lo stabilimento di Arco poteva continuare a vivere, che in Trentino ci sono risorse umane e finanziarie fondamentali per continuare a produrre con un alto grado di efficienza e con un significativo tasso di innovazione. Convincere i tedeschi (una delegazione sindacale dovette salire al quartier generale di Friedrichshafen, ndr), non è stata una passeggiata. Quella di oggi non è solo la vittoria di una fabbrica, ma di tutti i lavoratori del manifatturiero in Trentino che potranno guardare alla vicenda ZF come prova tangibile che la manifattura ha un futuro davanti a sé, al di là della crisi».

La gestione della vertenza aziendale è passata attraverso un lungo periodo di cassa integrazione, una procedura di mobilità che ha coinvolto lavoratori volontari, ed ora l'utilizzo del contratto di solidarietà. «Con l'accordo di oggi - chiosa Grasselli - si è conclusa la fase critica della vita dello stabilimento. Ora grazie al contratto di solidarietà, consolidiamo i livelli occupazionali e offriamo le premesse all'azienda per programmare il rilancio delle produzioni, anche grazie alla futura industrializzazione dei prodotti frutto della ricerca realizzata ad Arco. L'obiettivo della Fiom del Trentino è uno solo: tornare ai 130 occupati della situazione pre-crisi e, perché no, aumentarli ancora».

19 febbraio 2011

 

 

TORNA SU