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Osservazioni al ddl Dorigatti sulla partecipazione dei lavoratori

Il consigliere del Pd propone di incentivare sole le imprese che diano uno spazio nei cda ai rappresentanti dei lavoratori. La cronaca dell'audizione dei sindacati in seconda commissione dal sito del Consiglio provinciale

Dal sito del Consiglio provinciale

 

INCENTIVI ALLE IMPRESE, LA LEGGE DEL PD 
Il ddl 100 prevede che gli incentivi alle imprese vengano erogati dando la precedenza a imprese che vedano la partecipazione dei lavoratori alla gestione dell'impresa.
Contrarietà dal coordinamento provinciale imprenditori, contrarietà ribadita da Pierangelo Baldo, responsabile economia d'impresa degli Industriali. "Il tema della partecipazione dei lavoratori alla gestione dell'impresa è di attualità - ha ammesso Baldo - e un accordo si è già sottoscritto a livello nazionale, per cui c'è l'invito ad astenersi dal legiferare sullo stesso tema, in modo che l'accordo si trovi ai tavoli di concertazione". Baldo ha poi aggiunto che tali tipi di accordi non sono previsti nei periodi di applicazione di cassa integrazione.
Paolo Angheben responsabile affari giuridici degli Industriali ha ribadito la contrarietà al disegno di legge, anche perché un coinvolgimento dei lavoratori nell'informazione metterebbe ad esempio "a rischio eventuali brevetti".
Per gli artigiani anche Roberto De Laurentis ha espresso contrarietà al ddl Dorigatti, applicabile "forse in periodi di maggiore sviluppo".
"Questa non è una legge contro lo sviluppo", ha detto Dorigatti intervenendo anche sulla legge sulle terme. "Il coinvolgimento parte dall'articolo 46 della Costituzione, che "riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende"". Dorigatti ha spiegato come a livello nazionale siano depositati diversi disegni di legge, anche del PdL; esiste inoltre una direttiva europea che prevede "le stesse cose che sono previste nel mio disegno di legge, che non nasce dalla mia esperienza nel sindacato". Dorigatti ha spiegato che la partecipazione dei lavoratori (non dei sindacati) sarebbe senza diritto di voto, mentre in Germania i sindacati hanno addirittura diritto di veto.
Franco Ianeselli della Cgil ha illustrato le proposte di modifica del testo della legge: alla presenza di un lavoratore nel cda, si preferisce la nomina di un consigliere in rappresentanza dei lavoratori, oltre a prevedere l'istituzione di organismi congiunti per sorvegliare sulla sicurezza sul lavoro e sulla salute, nonché sui servizi sociali. "Immaginiamo che le resistenze siano molto forti - ha detto Ianeselli che non ha sentito le osservazioni degli industriali ma che ne ha intuito i contenuti - eppure non si tratta di un tema di sinistra. Anzi, ad occuparsene sono in molti, e di tutti gli orientamenti".
Gianna Marzari della Cisl ha sottolineato l'importanza della sicurezza, della salute e della promozione delle pari opportunità, aspetti che la legge potrebbe valorizzare.
Bruno Dorigatti ha ringraziato il sindacato per l'apprezzamento del ddl e per la proposta di emendamento: "Se i cambiamenti serviranno a trovare una convergenza, sono disponibile ad apportarli. Anche se bisogna approfondire alcuni aspetti, come il fatto di non confondere il dato contrattuale dell'informazione obbligatoria ai sindacati come sicurezza, pari opportunità e salute, con questa nuova previsione di una figura nuova che partecipi ai cda". 
Per l'associazione di consumatori Lo Scudo, Claudio Taverna ha apprezzato il ddl 100 in quanto riprende alcune sue iniziative di legge presentate in passato durante le tre legislature effettuate. "Nei miei disegni si parlava anche di partecipazione dei lavoratori alla proprietà delle imprese", ha ricordato Taverna.

 

 

INCENTIVI ALLE IMPRESE, LA LEGGE DELLA LEGA NORD
Il consigliere Claudio Civettini ha spiegato i contenuti del ddl 132, che intende estendere gli incentivi della legge 6 alle piccole imprese e aumentare la trasparenza da parte della Provincia, tenuta a pubblicare ogni sei mesi i dati relativi alle assegnazioni di aree e strutture. L'estensione alle piccole imprese di questi interventi è vista di buon occhio dal Coordinamento provinciale imprenditori. L'appoggio è stato confermato dall'associazione artigiani. Più perplessi i sindacati, che oltre ad una incongruenza tra la premessa e l'articolato vedono una difficile utilità pubblica nella concessione di lease back alle piccole imprese: "Significa che la Provincia dovrà acquistare piccoli capannoni qui e là, ma il vantaggio per la collettività non è paragonabile al lease back per grandi industrie, dove l'acquisto di aree strategiche risulta utile alla collettività", ha detto Ianeselli. Favorevole invece Claudio Taverna, dell'associazione Lo Scudo.

 


 

 

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