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Sospensioni funzionari. Le precisazioni della segreteria della Cgil del Trentino

In ordine alla conferenza stampa convocata oggi da alcuni esponenti dell'organizzazione, la segreteria della Cgil del Trentino intende precisare quanto segue.
 

 

I ricorsi presentati contro comportamenti ritenuti lesivi dell'immagine della Cgil hanno seguito il regolare percorso statutario e sono stati presentati solo ed esclusivamente per tutelare l'onorabilità della Cgil del Trentino agli occhi dei 38mila iscritti alla confederazione, difendendola da accuse infondate.
 
Inoltre, si ricorda che, a maggior tutela degli interessati, i ricorsi sono stati presentati non alla commissione di garanzia della Cgil del Trentino, bensì a quella interregionale del Nord Est. La commissione di garanzia, nello svolgere l'istruttoria e nel giudicare gli esposti, è rappresentata in maniera unitaria da tutte le sensibilità, anche quella cui fanno riferimento gli organizzatori della conferenza stampa odierna. I componenti, inoltre, agiscono nel rispetto delle regole interne. 
 
Ciò quindi smentisce, nei fatti, le accuse rivolte alla Cgil del Trentino di un uso strumentale e tutto politico della magistratura interna. La commissione di garanzia ha sanzionato non posizioni politiche, ma offese ed accuse infondate contrarie al principio di lealtà tra gli appartenenti all'organizzazione, propagandate e sbandierate dentro e fuori l'organizzazione. Chi sostiene invece la tesi della discriminazione politica quindi dimostra ancora una volta un'inquietante mancanza di rispetto delle regole democratiche e dell'autonomia e dell'onorabilità delle commissioni statutarie di garanzia e quindi di tutta la Cgil. Inoltre, se la maggior parte dei compagni sottoposti a giudizio hanno rifiutato l'audizione durante la fase istruttoria, ciò non può esser imputato come responsabilità alla commissione stessa.
 
Né di censura si può parlare. Il libero utilizzo dei mezzi di informazione, anche digitali, è infatti garantito dalle leggi dello Stato che la Cgil ha difeso, difende e sempre difenderà. Ma chi amministra siti internet e blog ufficiali della Cgil e delle categorie sindacali deve anche conformarsi alle norme dello statuto, compreso il principio di lealtà e di difesa dell'immagine della Cgil, perché non parla a nome personale, ma di tutta l'organizzazione.
 
Non si comprende poi perché si agiti lo spettro del ricorso alla magistratura ordinaria e, contestualmente, ci si affretti a presentare un legittimo ricorso alla commissione di garanzia nazionale contro la decisione della commissione di garanzia del Nord Est. Questa ambiguità nuoce a chi se ne fa portatore. Infatti, delle due l'una: o si rispettano gli organismi democratici interni oppure si scelgano altre strade.
A dimostrazione delle garanzie democratiche che lo statuto accorda a tutti gli iscritti alla Cgil del Trentino, si ricorda che il ricorso alla commissione nazionale di garanzia sospende immediatamente la decisione della commissione di garanzia del Nord Est.
 
Infine, la segreteria della Cgil del Trentino precisa che ogni decisione assunta dalla confederazione a livello locale è legittimata dal voto degli organismi eletti democraticamente. Sostenere quindi che la Cgil del Trentino non è democratica significa offendere le migliaia di lavoratori iscritti, che hanno partecipato all'ultimo congresso della Cgil del Trentino, e tutti i membri del comitato direttivo provinciale.
 
Per questo motivo, per quel che riguarda i toni e le accuse, che non esitiamo a definire infamanti, lanciate oggi durante la conferenza stampa, la segreteria della Cgil del Trentino si riserva ovviamente di tutelare la propria onorabilità nelle sedi deputate. 

 

 

La segreteria della Cgil del Trentino
Paolo Burli, Mirko Carotta, Franco Ianeselli e Claudia Loro

 

 


6 aprile 2011

 

 

 

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