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DETASSAZIONE. LE INTESE IN TRENTINO

Gli accordi per l'imposta sostitutiva al 10% sui salari di produttività. Nel 2011 detassati fino a 6mila euro di retribuzione

DETASSAZIONE. LE INTESE IN TRENTINO

Sono stati sottoscritti lunedì 4 aprile in serata i primi accordi territoriali in Trentino per la detassazione delle porzioni di retribuzione legate ad aumenti di produttività, prevista dal decreto legge 78 dell'estate 2010 e dall'ultima legge di stabilità. A sottoscrivere con Cgil Cisl Uil del Trentino le intese sono state la Federazione trentina della Cooperazione e l'Associazione Industriali. In seguito, martedì 5 aprile, è stata formalizzata l'intesa anche con l'associazione Artigiani. Per i lavoratori di tutte le aziende iscritte a queste associazioni si aprono le porte, anche per il 2011, all'imposta sostitutiva ad aliquota fissa - solo il 10% - sui primi 6mila euro del "salario di produttività".

L'occasione della firma è arrivata durante la prima riunione del Coordinamento imprenditori, sotto la guida del presidente dell'associazione albergatori Asat, Natale Rigotti, e Cgil Cisl Uil del Trentino. Proprio i sindacati, l'11 marzo, con una lettera,avevano sollecitato il Coordinamento a fissare velocemente una data per l'incontro e la firma di intese territoriali in grado di recepire a livello territoriali del voci delle retribuzioni dei contratti collettivi nazionali, voci già detassate negli anni precendenti. La normativa per il 2011, chiarita da una circolare dell'Agenzia delle Entrate, specifica infatti che solo gli istituti legati alla produttività previsti da contratti territoriali e/o aziendali potevano essere assoggettabili all'imposta del 10%.

Nei prossimi giorni dovranno seguire ulteriori intese con le altre associazioni imprenditoriali per garantire a tutti i lavoratori in Trentino di poter beneficiare tempestivamente degli effetti della detassazione.

Detassazione. La scheda.

La detassazione è stata introdotta per la prima volta nel 2008 ed è stata prorogata di anno in anno fino alle ultime modifiche con le quali ha assunto la sua fisionomia attuale. Da quest'anno la firma di accordi sindacali è necessaria per accedere alla detassazione. La manovra estiva del decreto legge 78 e la legge di stabilità del 2010, seguite da una circolare dell'Agenzia delle Entrate, hanno stabilito infatti che possono essere detassate solo le voci salariali legate ad aumenti di produttività e innovazione, contenute espressamente in accordi sindacali di secondo livello, territoriali e aziendali.

In pratica, da una parte è stato fissato l'obbligo di coinvolgere il sindacato attraverso gli accordi collettivi e dall'altra è stato escluso tutto quello che è inserito oggi nei contratti collettivi nazionali. Anche per questo motivo, ad inizio marzo, Cgil Cisl Uil e Confindustria a livello nazionale hanno siglato un accordo quadro, da riprodurre a livello territoriale, che include tutti gli istituti detassati fino ad oggi - indennità di turno, lavoro notturno, lavoro festivo, solo per fare alcuni esempi - a partire dai contratti nazionali. La legge poi stabilisce una volta per tutte che non possono essere detassati i superminimi e gli assegni ad personam contrattati individualmente.

La decorrenza inoltre parte dal giorno della firma dell'accordo sindacale. Per questo motivo, con una lettera datata 11 marzo, Cgil Cisl Uil del Trentino hanno chiesto agli imprenditori locali di firmare velocemente un accordo territoriale. Ogni giorno che passa senza la sigla dell'accordo si traduce infatti in un minor vantaggio fiscale per i lavoratori.

Ma cos'è la detassazione? Tecnicamente si tratta di un'imposta sostitutiva che si applica esclusivamente alle componenti accessorie della retribuzione legate ad incrementi di produttività. Su straordinari, premi di risultato, lavoro su turni, lavoro notturno - ma sono solo di alcuni esempi - il lavoratore non paga più l'aliquota fiscale più alta, bensì un'aliquota unica del 10%.

Nel 2011 potrà essere detassata una cifra massima di 6mila euro della retribuzione complessiva del lavoratore che, lo scorso anno, abbia percepito un reddito lordo complessivo non superiore a 40mila euro. Chi quindi nel 2010 ha avuto redditi più alti anche di un solo centesimo, non potrà beneficiare neppure di un euro di detassazione per quest'anno.

Ma vediamo di quanto si può appesantire la busta paga. Se si prende il caso, del tutto teorico, di un lavoratore che nel 2010 abbia percepito un reddito lordo di 40mila euro e che nel 2011 ricevesse altrettanto con 6mila euro di retribuzione legata alla produttività, il guadagno si aggirerà intorno ai 1.680 euro. Infatti, senza detassazione, stante la progressività del sistema fiscale italiano, quel lavoratore avrebbe pagato il 38% sul salario accessorio, per 2.280 euro di prelievo fiscale. Oggi su quei 6mila euro potrà essere applicata la detassazione, portando l'onere fiscale a soli 600 euro. Nel caso di applicazione dell'aliquota marginale al 27% il vantaggio fiscale scende a 1.020 euro.

Per godere di questo beneficio il lavoratore non deve fare assolutamente nulla. E' infatti l'azienda che individua autonomamente le somme assoggettabili all'imposta sostitutiva e la applica automaticamente al reddito del lavoratore. Una volta che il lavoratore riceve il proprio Cud può invece verificare le somme sulle quali il datore di lavoro ha applicato la detassazione.

Ovviamente l'accesso al beneficio fiscale non è obbligatorio. Infatti la misura del 10% non è conveniente per i lavoratori che nel 2011 non dovranno pagare le tasse in virtù di detrazioni e deduzioni che azzerano l'imponibile e gli oneri fiscali. In questo caso è sufficiente che il lavoratore chieda al datore di non applicare l'imposta sostitutiva.

La detassazione si applica solo per i lavoratori dipendenti dei settori privati. Il pubblico è escluso. La legge stabilisce che ne possono beneficiare anche i lavoratori in somministrazione - meglio conosciuti come interinali - e pure i soci lavoratori di cooperative.

4 aprile 2011 

 

 

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