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231mila occupati in Trentino, disoccupati al 4,3%

I dati sulle forse di lavoro nel quarto trimestre del 2011. Riprende l'occupazione femminile. Bene l'industria, calano commercio e servizi. Ischia (Cgil): “Ora va verificata qualità e stabilità dei posti di lavoro”

231mila occupati in Trentino, disoccupati al 4,3%

Disoccupazione media annua al 4,3%, ma solo al 4,1% nell'ultimo trimestre. 231mila occupati a fine dicembrecon 1.500 posti di lavoro in più rispetto allo stesso periododell'anno precedente, tasso di attività femminile in netta ripresaal 61,3%. Buone performance dell'industria con ben 66mila occupatinel manifatturiero e nelle costruzioni e netta la riduzione dei postidi lavoro (-2mila) nei servizi. Sono questi i dati salienti del mercato del lavoro in Trentino a fine 2010 come lì ha fotografatil'Istat nell'ultima rilevazione sulle forze di lavoro nel quarto trimestre dell'anno passato.

 

«Con una disoccupazione media annua al4,3% - commenta Franco Ischia, responsabile del dipartimentoIndustria e Lavoro della Cgil del Trentino - il 2010 si chiude con unpeggioramento rispetto al 2009 quando la media dei disoccupati inTrentino non superò il 3,5%. Nonostante questo, proprio nell'ultimotrimestre dello scorso anno, l'Istat registra un aumento dei posti dilavoro nella nostra provincia sopra quota 230mila. Si tratta di undato incoraggiante che però va incrociato con quello delleassunzioni che, secondo Agenzia del Lavoro, vedono prevalerenettamente i contratti a termine e a chiamata. Nei prossimi mesi,oltre ai dati quantitativi, dovremo monitorare anche la qualitàdell'occupazione, facendo sì che i rapporti di lavoro precaridiventino più stabili».

 

Insomma, i fondamentali del mercato dellavoro trentino, nonostante il perdurare del clima di incertezzaeconomica, sono ancora dinamici soprattutto se confrontati con quellidel resto del Paese dove a dicembre la disoccupazione è salitaall'8,7% e i posti di lavoro rispetto al 2009 sono rimasti invariati.Ma – avverte la Cgil – il rischio è che i posti di lavoro creatidalla fragile ripresa in atto in Trentino, siano anch'essi fragili eprecari.

 

Ma torniamo ai dati. Il tasso didisoccupazione nel quarto trimestre del 2010 si attesta al 4,1%, duedecimali in più del trimestre precedente, ma solo uno in piùrispetto a dodici mesi prima quando la disoccupazione era già salitaal 4%. In termini assoluti si tratta di circa 500 persone in piùalla ricerca di un impiego rispetto a quelli registrati a fine 2009.Rispetto al resto d'Italia, il dato del Trentino è comunque secondosolo a quello dell'Alto Adige, dove la disoccupazione a fine dicembresi è fermata al 2,9%.

 

Osservando i dati sulle forze di lavoroscomposte per settori emerge un quadro a tinte nettamente diverse:nel secondario la ripresa sembra produrre posti di lavoro, nelterziario invece l'andamento non è positivo. Addirittura gli addetti(dipendenti e indipendenti) dell'industria raggiungerebbero perl'Istat la quota record per il Trentino di 66mila lavoratrici elavoratori. «I lavoratori dipendenti dell'industria – spiegaIschia – risalgono a quota 53mila. Per quello che riguarda invecel'industria in senso stretto, al netto dei lavoratori dipendentidelle costruzioni oggi stabili a quota 13mila, a dicembre 2010 larilevazione campionaria dell'Istat registra un aumento di occupati dicirca 12.500 unità rispetto ai tre mesi precedenti e di circa 500unità rispetto a dicembre 2009. Questo dato andrà monitoratoattentamente durante le prossime rilevazioni per comprendere se siandrà realmente consolidando».

 

Per il secondo trimestre consecutivo invece si riducono gli addetti dei servizi. Nel terziario a dicembre2010 risultano occupati 155mila lavoratori con un saldo negativocongiunturale di circa 3mila posti di lavoro. «All'interno di questosettore – avverte il sindacalista della Cgil – a pagare il prezzopiù pesante sono i lavoratori del commercio che calano di oltre2.200 unità, una contrazione che coinvolge ugualmente i lavoratoriindipendenti e quelli indipendenti».

 

In generale nel mercato del lavorotrentino a dicembre sono occupati circa 182mila lavoratori dipendenti(300 occupati in meno sul trimestre ma ben 3mila posti di lavoro inpiù su base annua) e 49mila lavoratori indipendenti (più 2.100 sultrimestre e meno 1.500 posti di lavoro su base annua). Risale infineil tasso di attività femminile che, dopo due trimestri in calo,torna sopra quota 61% (con precisione il 61,3%, ossia più 2,2%rispetto al trimestre precedente e più 0,3% rispetto al dicembre2009). Buon anche l'andamento del tasso di occupazione con il 58,2% èil dato migliore degli ultimi cinque trimestri. A fronte di unaumento delle donne disponibili al lavoro e al fatto che l'offerta dilavoro femminile sembra restare più alta della domanda, si registraun innalzamento del tasso di disoccupazione femminile che sale dal4,6% del terzo trimestre 2010 al 5% dell'ultimo trimestre dell'anno.Ciò però significa che le donne in Trentino hanno ricominciato acredere nella possibilità di trovare a breve un impiego.

 

«Dalla rilevazione campionariadell'Istat di fine 2010 – conclude Ischia – emerge che ifondamentali del mercato del lavoro sono in deterioramento rispetto atre mesi fa, ma stabili rispetto allo stesso periodo del 2009. Condue dati incoraggianti: l'aumento complessivo degli occupati, sia subase trimestrale che annuale, e la crescita dei posti di lavoronell'industria trentina. Ovviamente una rondine non fa primavera: orabisogna verificare che l'andamento si consolidi nel tempo e,soprattutto, bisogna monitorare qualità e grado di stabilitàdell'occupazione creata dalla ripresa in atto. Se il quadro èdecisamente meno drammatico di quanto accade fuori dai confini dellanostra provincia, la questione dei contratti flessibili e precari nonva sottovalutata».

 

1 aprile 2011

 

 

 

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