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Comune di Trento. Burli (Cgil): “L'addizionale Irpef penalizza pensionati e lavoratori dipendenti”

L'Amministrazione Andreatta studia l'ipotesi di un'addizionale per far fronte ai tagli previsti dal patto di stabilità.

 

«Il Comune di Trento, fino ad oggi, ha evitato di introdurre l'addizionale comunale Irpef e questo è sicuramente apprezzabile. Comprendiamo anche gli sforzi del capoluogo nel far fronte alle difficoltà finanziarie imposte dal patto di stabilità sulle casse comunali. Ma l'istituzione dell'addizionale e quindi l'introduzione di una nuova tassa che colpisce prevalentemente i redditi fissi, da pensione e da lavoro, ci pare eccessivamente penalizzante per la stragrande maggioranza delle famiglie di Trento».
 
La Cgil del Trentino, per bocca del suo segretario generale, Paolo Burli, invita alla prudenza l'Amministrazione comunale di Trento, guidata dal sindaco, Alessandro Andreatta, prima di annunciare l'imposizione di nuove tasse. «L'addizionale non è la soluzione - continua Burli - perché l'imposta sui redditi oggi grava per oltre l'85% su lavoratori dipendenti e pensionati, ossia i ceti meno abbienti. L'obiettivo semmai dovrebbe essere quello di puntare a diminuire il carico fiscale sui redditi fissi, magari introducendo deduzioni maggiori per le famiglie con figli. Proprio su questo fronte la Cgil, insieme a Cisl e Uil, intende aprire un confronto con la Provincia autonoma di Trento, anche alla luce delle novità introdotte dal Patto di Milano, per mitigare il peso dell'addizionale regionale, già in vigore, sulle famiglie a reddito fisso in provincia».
 
«Al sindaco Andreatta - conclude il segretario generale della Cgil del Trentino - chiediamo quindi di convocare al più presto e comunque prima del varo della manovra, le organizzazioni sindacali per concordare i profili delle politiche tributarie e tariffarie per il 2012».

 

 

22 marzo 2011

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