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Assistenza sociale. Mastrogiuseppe (Fp Cgil): "Comunità e Municipi, fronte comune contro i tagli"

Le funzioni socio-assistenziali passano alle Comunità di Valle e la Giunta deve fissare i livelli essenziali. Rossi propone di dimezzare gli operatori domiciliari e ridurre gli assistenti sociali. 

«L'assessore Rossi fermi le macchine: è assurdo costringere Comuni e Comunità di Valle a dare un parere, in così breve tempo, sui livelli essenziali dei servizi di assistenza sociale fissati dalla Provincia. Per assumere questa decisione serve una discussione approfondita e un'ampia concertazione. La Giunta vorrebbe garantire solo metà degli attuali assistenti domiciliari e abbassare il rapporto tra assistenti sociali e abitanti di almeno il 15%. Ma così gli enti locali, a breve, saranno costretti a tagliare i servizi alle famiglie più bisognose, aumentando i carichi di lavoro degli assistenti sociali e mettendo a rischio la tenuta occupazione del privato sociale. Comunità, Municipi e forze sociali debbono fare fronte comune per difendere la qualità dei propri servizi sociali».
 
Giampaolo Mastrogiuseppe, segretario generale della Fp Cgil del Trentino, lancia l'allarme sulla delicata partita dei livelli minimi essenziali dei servizi sociali in provincia che la Giunta deve fissare, in base alla legge 13 del 2007, prima di cederne le funzioni alle Comunità stesse. Per quanto riguarda assistenti domiciliari e assistenti sociali, la Giunta, su iniziativa dell'assessore alle politiche sociali, Ugo Rossi, avrebbe in animo di abbassare il rapporto tra operatori assistenziali e abitanti: gli assistenti domiciliari passerebbe da 1 ogni 500 a 1 ogni 1.000 cittadini, mentre gli assistenti sociali scenderebbero da 1 ogni 3.500 a 1 ogni 4.000 cittadini.
 
La proposta è già sul tavolo dei componenti del Consiglio delle autonomie locali ai quali la Giunta giovedì ha illustrato i contenuti dell'atto di indirizzo in ordine a finanziamento, criteri e modalità d'esercizio delle funzioni socio-assistenziali di livello locale per l'anno 2011, la cui gestione passerà in toto alle Comunità. E mercoledì 9 marzo è già stato convocato il Consiglio delle autonomie per esprimere il proprio parere sulla proposta dell'assessore Rossi.
 
Se, da una parte, per il 2011 la Giunta confermerebbe uno stanziamento di risorse analogo a quello garantito nel biennio 2009-2010, così da permettere alla Comunità e agli enti gestori di mantenere in forze, per quest'anno, il personale diretto e indiretto attualmente impiegato, dall'altra, agendo sugli standard minimi essenziali - ossia il livello di prestazione che la Comunità deve garantire per legge e che può essere integrato solo con risorse proprie - la Giunta, in prospettiva, taglia il personale e riduce la qualità del servizio offerto da Comunità ed enti locali ai cittadini e alle famiglie più bisognose.
 
«Proprio per questi motivi - incalza Mastrogiuseppe - serve un'analisi attenta dei bisogni sul territorio prima di fissare gli standard minimi del servizio. Altrimenti la determinazione dei livelli dell'assistenza sociale in Trentino verrà inesorabilmente vincolata agli andamenti del bilancio pubblico che possono subire scostamenti significativi e comportare quindi riduzioni di risorse sui capitoli della spesa sociale. Questo ci pare inaccettabile. Prima dei vincoli finanziari vengono i bisogni di cittadini e famiglie che oggi non possono essere soddisfatti esclusivamente dalle pur importanti erogazioni monetarie garantite dalla Provincia, per esempio, con il reddito di garanzia».
 
«Un welfare moderno ed efficace - conclude il segretario della Funzione Pubblica Cgil -, che sappia rispondere ad una società in trasformazione e a nuovi bisogni, deve fondarsi su una rete integrata in grado di sostenere e promuovere l'attivazione delle persone. E per farlo non si può prescindere dal dotare i servizi sociali presenti sul territorio di personale qualificato e motivato. Su questa prospettiva confidiamo di avere il supporto e la condivisione in primo luogo di chi quei servizi deve erogare, ossia gli amministratori di Comunità e Municipi».
 

4 marzo 2011

 

 

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