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Organici scuola. Bertoldi (Flc Cgil): "No ai tagli del personale"

La giunta provinciale vuole contenere i costi. Bertoldi: "Il personale ha già pagato con il blocco degli aumenti". Stoccata alla Uil scuola: "Vuole il referendum? Bene ma si voti su tutto"

«Alla Provincia abbiamo dato il nostro stop immediato. Venerdì scorso, quando l'assessore Dalmaso ci ha annunciato una delibera per rivedere i parametri che fissano la dotazione del personale docente di scuole primarie e medie inferiori, la nostra posizione è stata netta: se si vuole contenere la spesa corrente, si agisca sulle voci che non intaccano la qualità del servizio, a partire dai fondi accessori e dai trasferimenti alle private».

 

Le parole di Gloria Bertoldi, segretario generale della Flc Cgil del Trentino, non lasciano dubbi: il sindacato Cgil della scuola non intende fare sconti all'Amministrazione provinciale che avrebbe intenzione di modificare in peggio, per il prossimo anno scolastico, i parametri di calcolo dell'organico del scuola primaria e secondaria di I grado, in modo da garantire un taglio di cattedre pari a circa 68 posti con una contrazione delle risorse pubbliche di circa il 2%. La giustificazione? Mantenere sotto controllo alcune dinamiche dei costi - questo sostiene la Provincia - che portano ogni anno ad un aumento della spesa in questo comparto.
«Siamo tanto contrari a questo provvedimento - spiega Bertoldi - che abbiamo rilanciato chiedendo per l'anno scolastico 2011-2012 un consistente numero di immissioni in ruolo, considerati i molti pensionamenti e il blocco delle graduatorie dello scorso anno deciso dalla Provincia di fronte al pronunciamento del Tar sui punteggi di continuità».

 

Mercoledì 9 marzo è fissato un nuovo round nel confronto con l'assessore provinciale all'istruzione. «All'assessore Dalmaso - prosegue la sindacalista - ribadiremo che, se si debbono contenere le dinamiche di spesa, bisogna agire prima di tutto su quelle non essenziali. Per esempio risparmiando i 500 mila euro spesi ogni anno per gli arredi delle scuole private pareggiate. Tra l'altro, il personale della scuola pubblica ha già pagato il prezzo della crisi con il blocco del rinnovo del contratto di lavoro. Per i prossimi tre anni, nonostante l'inflazione comincia a galoppare, insegnanti, amministrativi, tecnici e ausiliari non vedranno un euro di aumento».

Per quanto riguarda l'applicazione dell'accordo sul recupero delle ore di insegnamento e sull'articolazione del tempo scuola in ore da 50 minuti, la Flc Cgil e la Cisl scuola hanno tenuto già nove assemblee sul territorio, coinvolgendo gli insegnanti di tutti gli istituti superiori di II grado in provincia. «Visto che l'accordo del settembre 2010 prevede una verifica congiunta con la Provincia - ricorda la sindacalista della Flc Cgil - abbiamo raccolto suggerimenti e osservazioni in tutte queste assemblee. Ora stiamo studiando una proposta di modifica dell'accordo che, dopo il via libera dei nostri sindacati, sottoporremo alla Giunta».

Poi, in conclusione, non manca una stoccata alla Uil Scuola, che nei giorni scorsi aveva chiesto il referendum tra gli insegnati sull'accordo sugli orari. «Siamo felici - afferma infatti Bertoldi - di aderire alla proposta della Uil Scuola e siamo pronti a firmare con lei e con le altre sigle sindacali un accordo generale che stabilisca finalmente l'elezione diretta dei delegati sindacali da parte dei lavoratori e il referendum su tutte le materie contrattuali. Non si può essere pro referendum solo la domenica e negli altri giorni della settimana essere contro».

7 marzo 2011

 

 

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