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«Più costi per gli autisti? Una falsità»

Beccati (Cgil) sul nuovo contributo a Trentino Trasporti. «Dicano che i mezzi fanno 20 chilometri per andare e venire dall'autorimessa»

«Più costi per gli autisti? Una falsità»Una nota stonata, suonata ormai troppe volte. Così Antonio Beccati, segretario della Filt Cgil, commenta la notizia dell'ulteriore stanziamento concesso dalla Provincia a Trentino Trasporti ( l'Adige di ieri). Altri 1,8 milioni di euro, resesi necessari per coprire maggiori costi del personale ed anche l'incremento del prezzo del gasolio. «Gli autisti, qui, costano come nel resto d'Italia, è ora di smetterla di dire che costano di più. Non facciamo credere alla cittadinanza trentina che a pesare sui bilanci sono gli autisti, perché non è vero. Semmai costano le persone che presidenti, direttori hanno assunto nei quadri intermedi e che vanno a bilancio come personale, ma non sono certo autisti». Beccati, che nella recente tavola rotonda su «Viabilità, trasporti sicurezza ed inquinamento» organizzata dal sindacato, aveva suonato l'allarme per gli eccessivi costi dei servizi dell'azienda, torna ora sull'argomento. «Si sperava che la fusione fra Atesina e Trento portasse ad una riduzione dei costi, questo almeno era l'obiettivo della Provincia. Invece i costi sono aumentati. E così prima hanno chiesto un milione al Comune e poi 1,8 alla Provincia. Stiamo attenti - ammonisce - perché con l'arrivo di aziende stranieri sul territorio italiano, penso all'inglese Arriva o alla Transdev francese, non possiamo resistere ad un costo di quasi 3 euro al chilometro. È inutile dire che la colpa è del personale: non è vero. Il personale viene pagato come nelle altre aziende italiane e non esiste alcun contratto aggiuntivo firmato da Trentino Trasporti, perché l'ultimo contratto aziendale è stato sottoscritto nel 2001. Anzi, quest'ultimo - ricorda - era fortemente innovativo perché abbiamo messo il premio di risultato sulla quota variabile del giornaliero, legando quindi i soldi alla presenza». A far lievitare le spese, semmai, secondo Beccati, sarebbero state alcune scelte poco oculate. «Penso alla nuova sede, in via Innsbruck, fatta a dieci chilometri di distanza dalla città. Ogni pullman che deve raggiungere la sede per andare in officina, per fare gasolio o perché l'autista va a pranzo, costa alla collettività ben 60 euro, visto che Trentino Trasporti raggiunge i 2,93 euro a chilometro. Se il gasolio è più caro, chiediamoci anche perché si devono spendere tutti quei soldi, solo perché qualcuno ha deciso di realizzare la sede così lontana dalla stazione. Allora diciamo alla cittadinanza che le spese per il gasolio sono aumentate anche perché, rispetto a via Marconi, ora i mezzi fanno più chilometri. Questa è la verità. Pensiamo a quanto chilometri fanno ogni giorno a vuoto gli autobus extraurbani o quelli urbani che devono raggiungere la rimessa per la manutenzione». Duro anche il commento sulla nuova variante al progetto per la fornitura del sistema di bigliettazione elettronica sui mezzi di trasporto, che costerà 786 mila euro in più. «Così si sfiorano i tredici milioni di euro. Ma quando mai potremo avere un sistema così? E cosa potrà interessare al cittadino trentino che attende l'autobus in via Brennero, sapere che il mezzo è incolonnato a Lavis e arriverà fra 20 minuti? Piuttosto si facciano corsie preferenziali. E non è vero che il progetto è già partito, in realtà lo stanno sperimentando in Primiero e non funziona nulla».

 

 

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