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DEMOCRAZIA E RAPPRESENTANZA. LA PROPOSTA CGIL

All'indomani del voto a Mirafiori, la CGIL chiede a Cisl, Uil e imprese un patto per la rappresentanza certificata, il voto dei lavoratori e l'elezione delle rsu 

Sono bastate poche ore alla CGIL per incassare l'esito del quasi pareggio a Mirafiori per rilanciare una proposta concreta sui temi della democrazia e della rappresentanza sindacali. Mentre alle storiche Carrozzerie Fiat di Torino i lavoratori si dividevano in un referendum che suonava come un "prendere o lasciare" tra diritti e posto di lavoro, la Confederazione di Corso Italia lavorava già ad un'ipotesi di regole che scongiurassero uno stillicidio di accordi separati sulla falsa riga di Pomigliano e Mirafiori.

La proposta della CGIL, votata il 15 dicembre dal direttivo confederale a Roma, riprende la piattaforma di unitaria del 2008 e si fonda su tre principi: la certificazione del grado di rappresentanza delle singole organizzazioni sindacali e di quelle datoriali; il ricorso alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori anche di frontealla divisione del fronte sindacale; l'elezione da parte dei lavoratori dei loro rappresentanti sindacali nei luoghi di lavoro, evitando quindi la nomina dall'alto dei delegati stessi.

Il documento, dopo le assemblee territoriali in tutta Italia, per la CGIL dovrà diventare oggetto di confronto prima con CISL e UIL e poi delle associazioni imprenditoriali. Una volta raggiunto l'accordo tra le parti sociali, l'intesa su democrazia e rappresentanza potrà diventare la base di un provvedimento legislativo.

15 dicembre 2010 

 

 

 

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