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MILLEPROROGHE. LE NORME SU LAVORO ED ECONOMIA

Il parlamento ha convertito in legge il cosiddetto "decreto milleproroghe". Dal Sole 24 Ore i provvedimenti più significativi su lavoro, attività economiche e servizi pubblici

MILLEPROROGHE. LE NORME SU LAVORO ED ECONOMIA


Sabato 26 febbraio il cosiddetto decreto "Milleproroghe" è stato convertito in legge dal Senato. Il testo, criticato anche dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la sua eterogeneità, è passato al vaglio dei due rami del Parlamento a poche ore dalla sua scadenza e con l'approvazione di una serie di ordini del giorno che hanno recepite le osservazioni del Quirinale.

Tra le circa 170 voci normative che lo compongono, il decreto Milleproproghe introduce alcune novità in materia di lavoro, salutate positivamente anche dalla Cgil. Si tratta in particolare della proroga al 31 dicembre 2011 della "tagliola ammazza precari", ossia della clausola contenuta nel Collegato lavoro, secondo cui l'impugnazione dei contratti a termine conclusi doveva avvenire entro e non oltre il 23 gennaio scorso. Inoltre, tra le note positive, va segnalata la proroga dell'effettività degli sfratti per le categorie disagiate.

Per il resto, il Milleproroghe si occupa un po' di tutto: dalla decorrenza della prescizione del reato di anatocismo al divieto di acquisire partecipazioni in quotidiania chi ha più di una rete televisiva, dai crediti d'imposta per le banche alla sanatoria degli immobili fantasma, dalla valutazione delle scuole al lavoro accessorio fino a 3mila euro annui di compensi per chi percepisce ammortizzatori sociali.

Il Sole 24 Ore ha riassunto i contenuti del decreto. In una scheda abbiamo riportato le novità più significiative per quello che riguarda lavoro, economica, servizi pubblici e sociale.

27 febbraio 2011  

 

 

 

 

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