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Famiglia e natalità. C'è la legge

Approvata con voto bipartisan dal Consiglio provinciale. Soddisfazione dalla Cgil che ne aveva sollecitato il varo insieme a Cisl, Uil, Coop e Forum famiglie 

Famiglia e natalità. C'è la legge
La Cgil del Trentino esprime la propria soddisfazione per la celere approvazione del disegno di legge sul benessere familiare da parte del Consiglio provinciale di Trento. Con il voto di oggi infatti le nuove misure di sostegno alla natalità, alla conciliazione e più in generale alla famiglia sono diventate legge, come avevano auspicato in un documento, all'inizio di gennaio, proprio i sindacati Cgil Cisl Uil del Trentino, insieme alle Acli, alla Federazione trentina della cooperazione e al Forum trentino delle associazioni per la famiglia.
 
«Ora - scrive la confederazione di via dei Muredei - auspichiamo che, coerentemente allo spirito di partecipazione dal basso e di collaborazione tra soggetti diversi che caratterizza questa legge, si agisca in tempi rapidi alla concreta attuazione degli strumenti previsti dal provvedimento, partendo dalla conferma delle risorse disponibili annunciate dalla Giunta provinciale. L'obiettivo comune delle istituzioni locali, delle parti sociali e dell'associazionismo è quello di rendere il Trentino sempre più attento al benessere delle persone e delle famiglie». 

 

 
SCHEDA
 
Sistema integrato delle politiche strutturali per la promozione del benessere familiare e della natalità
 
La nuova legge provinciale sul benessere familiare e la natalità, approvata il 24 febbraio 2011, definisce le politiche strutturali a favore della famiglia e la modalità della loro integrazione. Tra le sue finalità la legge intende agevolare la formazione di nuove famiglie, promuovere il diritto alla vita e la natalità, sostenere la corresponsabilità dei genitori nell'educazione dei figli, favorire le famiglie nelle quali ciascun genitore lavora o cerca attivamente lavoro, attuare iniziative a favore della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, sostenere l'attività di cura della famiglia nei confronti dei suoi stessi componenti o della rete di vicinato.
A questo scopo la legge modifica o introduce forme di sostegno economico e servizi a favore delle famiglie. Tra l'altro la legge prevede
  • contributo mensile per la cura dei figli nel loro primo anno di vita per il genitore che si astiene temporaneamente dell'attività lavorativa quando l'altro genitore, se presente, lavora o è inidoneo all'attività di cura (integra le indennità previste per i congedi parentali);
  • prestiti senza interessi non inferiori a 1.000 euro per nubendi, giovani coppie, famiglie numerose e nuclei con la presenza di figli per bisogni quali spese mediche, spese per l'educazione dei figli, acquisto e riparazioni di veicoli, mobili ed elettrodomestici; 
  • un assegno familiare unico provinciale comprensivo delle agevolazioni economiche in materia di trasporto alunni, prolungamento d'orario ed altro;
  • agevolazioni tariffarie a favore delle famiglie numerose, ossia quelle con almeno tre figli;
  • il fondo di garanzia per l'accesso al credito da parte di famiglie che vivono in condizione di incertezza economica;
  • il completo soddisfacimento della domanda di conciliazione tra tempi familiari e di lavoro con riguardo al periodo dell'infanzia tra zero e tre anni;
  • un assegno economico mensile per i servizi di conciliazione alle famiglie numerose o a quelle residenti in territori in cui non sono disponibili gli strumenti di conciliazione quali asili nido, tagesmutter, servizi per la prima infanzia offerti da organizzazioni accreditate o auto-organizzati dalle famiglie stesse.
Vengono inoltre istituiti l'Agenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili, il distretto per la famiglia come circuito economico e culturale di attori impegnati nella valorizzazione della famiglia, gli standard di qualità familiare, la certificazione territoriale familiare, la consulta provinciale per la famiglia e lo sportello unico per il cittadino e la famiglia. 
Gli sportelli unici, organizzati a livello di Comunità di valle, potranno essere organizzati anche in collaborazione con gli enti di patronato.
 

La concreta attuazione dei singoli provvedimenti avverrà con l'adozione di specifiche delibere da parte della Giunta provinciale

Per tutti questi interventi è confermato l'utilizzo degli indicatori della condizione economica e finanziaria. Solo in alcuni casi e con specifica delibera della Giunta provinciale sarà possibile derogarvi.

24 febbraio 2010 


 

 

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