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Patronato e contrattazione territoriale: le sfide dell'INCA

Intervento di Simonetta Suaria all'assemblea dei patronati INCA, i diritti siamo noi che si è tenuto a Roma l'8 e 9 febbraio 2011

Patronato e contrattazione territoriale: le sfide dell'INCA
A livello nazionale il 2008 rappresenta un anno di svolta nella storia dell'INCA: con il decreto ministeriale 193 lo Stato è andato infatti a definire i contenuti innovativi sanciti dalla legge 152/2001 sulla natura, il ruolo, le funzioni, le modalità di finanziamento dei patronati. E' stato un passaggio di grande rilevanza, che ha aggiornato la normativa dando a questi enti la centralità che meritano rispetto alle innovazioni che si sono prodotte nel sistema di welfare. Quella legge infatti non solo conferma la funzione storica dei patronati, ma- come scrive Mimmo Luccà- "prospetta soluzioni innovative affinchè la tutela dei diritti e la promozione delle responsabilità si estendano in relazione alle dinamiche evolutive dello stato sociale".

In Trentino Alto Adige, in ragione dello speciale statuto di autonomia di cui godono le due Province all'interno del quadro regionale, i patronati hanno sperimentato in anticipo questo nuovo ruolo: non più quindi una funzione di mera supplenza, ma un ruolo di pubblica utilità reso necessario dai cambiamenti in atto nella pubblica amministrazione, nel sistema di protezioni sociali, nel mondo del lavoro, in linea con i principi di sussidiarietà previsti nella riforma del titolo V della Costituzione. Consulenza e tutela, informazione e orientamento, ma anche una funzione indispensabile di lettore e interprete dei bisogni sociali e di co-attore nella definizione delle politiche, funzione che fa del patronato un attore centrale nell'evoluzione dello stato sociale: il caso della Provincia Autonoma di Trento e della Regione Trentino Altoadige/Südtirol, in questo senso, può offrire interessanti spunti di riflessione e, senza pretese di esaustività, un modello per le sfide che il nostro ente dovrà affrontare.

Lo Statuto di Autonomia, norma di rango costituzionale, garantisce il pieno esercizio della grande maggioranza delle funzioni amministrative - dalle infrastrutture al welfare, dalla scuola agli incentivi alle imprese - che altrove sono gestite direttamente dallo Stato. Allo stesso tempo il bilancio pubblico, in virtù del trasferimento dei nove decimi di tutto il gestito prodotto sul territorio, è florido: dei 4 miliardi e 610 milioni di euro gestiti dai 525mila trentini ben il 39% è destinato alla spesa in conto capitale, mentre il saldo tra entrate correnti e spese correnti è positivo per 1,2 miliardi di euro.

In Trentino la contrattazione sociale è ormai prassi consolidata, e con essa la possibilità del patronato di costituirsi realmente come soggetto che garantisce l'esigibilità del diritto sociale frutto della contrattazione. Il primo, importante fronte su cui abbiamo messo alla prova questo nuovo profilo è quello della previdenza complementare. Nel 1996 la Regione sottoscrive con le parti sociali un protocollo d'intesa: l'ente pubblico si impegna a promuovere una legge che istituisce fondi pensioni regionali, prevedendo interventi a favore degli iscritti in difficoltà economica, mettendo a disposizione adeguate risorse finanziarie. Nasce PensPlan, il progetto della Regione Trentino Alto Adige/Südtirol per la promozione e lo sviluppo della previdenza complementare a carattere locale: una scelta lungimirante che fa sì che ora - secondo i recenti dati della CGIA di Mestre - il Trentino Alto Adige sia la regione con il più alto tasso di adesione alle forme pensionistiche complementari, con il 33,2% degli occupati iscritti ad un fondo pensione. Laborfonds - il fondo pensione territoriale negoziale per i lavoratori dipendenti - è stato inoltre premiato come miglior Fondo pensione italiano in occasione degli European Pension Fond Awards 2010: ad esso è iscritto il 45% dei potenziali aderenti, e vanta un patrimonio complessivo superiore al miliardo di euro. Oggi l'INCA svolge un fondamentale ruolo di assistenza e consulenza sul versante della previdenza complementare: fiore all'occhiello del rapporto tra patronati, Ente pubblico e Progetto PensPlan sono i PensPlan Infopoint, sportelli informativi presenti su tutto il territorio della Regione Trentino Alto Adige/Südtirol. Gli sportelli in regione sono oltre 80: ben 15 di questi sono gestiti dal patronato INCA CGIL del Trentino, coprendo per intero il territorio della provincia. Elemento centrale della consulenza presso il PensPlan Infopoint è il cosiddetto "questionario previdenziale": con questo strumento è possibile verificare gratuitamente, insieme ad un operatore esperto e competente, il proprio grado di copertura previdenziale e quindi valutare le opportunità offerte dalla previdenza complementare.

I patronati svolgono una funzione centrale anche nella gestione delle pratiche per l'assegno regionale al nucleo familiare, intervento previsto dal "pacchetto famiglia" del 2005. L'Arnf è un assegno mensile che viene erogato in base alla composizione e alla condizione economica della famiglia: per informazioni o per la presentazione della domanda per accedere ai benefici, i cittadini possono rivolgersi agli sportelli dei patronati. Al 31 dicembre 2010 le domande accolte sono state oltre 22 mila, per una spesa complessiva stimata intorno ai 25 milioni di euro. Oltre 4.500 domande sono state raccolte e gestite dall'INCA, secondo solo al patronato delle ACLI, che in provincia di Trento è storicamente leader indiscusso.

Notevole è l'impegno del patronato nella concreta realizzazione di una delle più importanti misure di politica sociale messe in campo dalla Provincia Autonoma di Trento, il reddito di garanzia. Il reddito di garanzia è un sostegno economico per le famiglie più deboli e a rischio esclusione sociale. Attivo dal 1° ottobre 2009, il Trentino è stata la prima realtà in Italia ad introdurre questo stabilizzatore automatico del reddito. Ne possono beneficiare tutti i residenti in Trentino da almeno tre anni che accettino la sottoscrizione di un impegno alla ricerca attiva di un lavoro e si dichiarino disponibili all'accettazione di un impiego (per tutti i componenti che non lavorano, pur essendo in grado di farlo). In merito a questo intervento, l'INCA ha sottoscritto una convenzione con l'IRVAPP (Istituto per la ricerca valutativa sulle politiche pubbliche), il quale sta conducendo una rilevazione statistica ai fini di monitorare l'efficacia del reddito di garanzia. Al 31 ottobre 2010, l'INCA ha raccolto oltre 3.700 domande per il reddito di garanzia, con una stima intorno alle 4.500 alla fine dell'anno.

Più in generale, gli sportelli INCA del Trentino nel corso del 2010 hanno gestito quasi 30 mila pratiche, con un aumento del 20% rispetto al 2009, legato soprattutto all'introduzione del reddito di garanzia. Circa un terzo delle pratiche totali sono regionali: è in ragione di questa particolarità che il 89% delle pratiche acquisite risulta non statisticabile con i criteri nazionali. Ricordo che i dati non sono definitivi, essendo ancora in corso le chiusure.

Dai due casi appena esposti - assegno regionale al nucleo familiare e reddito di garanzia - emerge un'indicazione di cui va tenuto conto, nell'organizzazione dei servizi garantiti dalla confederazione. Si avverte infatti la necessità di un raccordo più lineare tra il ruolo del CAAF e quello dell'INCA, che superi la netta divisione che attualmente - per il cittadino che necessita di svolgere la pratica per uno dei benefici citati - costituisce un inutile aggravio: in entrambi infatti è necessaria la presentazione dell'ICEF (indicatore della condizione economica familiare), strumento adottato dalla Provincia per definire, sulla base di informazioni di tipo reddituale, patrimoniale, finanziario e anagrafico, le concrete condizioni economiche di una famiglia, permettendo ai nuclei più deboli l'accesso ai benefici sociali e alle agevolazioni tariffarie offerte dalla Provincia e dagli Enti Locali in Trentino. Per implementare l'integrazione tra i servizi, in Trentino già nel 2008 abbiamo elaborato un progetto che prevedeva la realizzazione di alcuni interventi: sulla base delle indicazioni della Conferenza di Organizzazione e dell'indagine di Customer Satisfaction del 2007, il gruppo dirigente e gli operatori hanno condiviso l'opportunità di ricercare e realizzare soluzioni in grado di incidere da un lato sul dualismo presente nella nostra organizzazione fra la tutela individuale e collettiva, dall'altro su una maggiore sinergia tra i servizi stessi. Un primo passo si è fatto dotando la struttura di un sistema unico di anagrafica relativo sia agli iscritti che ad utenti non iscritti: è la cosiddetta piattaforma Omnibus, nella quale abbiamo integrato l'anagrafica degli iscritti di tutte le categorie e l'anagrafica INCA. Abbiamo poi dotato alcune sedi territoriali di un numero unico per l'accoglienza telefonica, con l'auspicio di realizzare a breve un centralino unico per tutte le sedi. La sede di Trento è stata inoltre già dotata di un Ufficio accoglienza, un "filtro" efficace e qualificato per le categorie e i servizi.

Per quanto riguarda le forme di finanziamento, con decreto del Presidente della Regione 10/2009 è stato modificato il regolamento per l'erogazione di contributi a favore dei patronati, per aggiornarlo sulla base del decreto ministeriale 193/2008 che ha modificato i criteri sulla base dei quali vengono valutate l'attività e l'organizzazione dei patronati. Il regolamento regionale segue indicativamente l'impostazione di quello nazionale: la peculiarità consiste nell'identificazione di un "paniere di prodotti regionali". Forme di convenzione sono state sottoscritte anche con la Provincia per le domande ITEA (Istituto trentino per l'edilizia abitativa) e con Pensplan.

Entro la primavera del 2011, il Consiglio Provinciale è chiamato a discutere una proposta di legge della Giunta provinciale per il sostegno alla famiglia e per la promozione della natalità. Il testo di legge ha trovato l'appoggio di CGIL CISL UIL del Trentino, in quanto si prevede l'innalzamento dei trattamenti economici nei periodi di congedo parentale, l'estensione dei servizi all'infanzia, il coordinamento delle politiche famigliari, nonché il coinvolgimento diretto dei Patronati nella gestione delle stesse politiche. All'interno del progetto per la costituzione degli sportelli unici della famiglia, gli uffici del patronato in Trentino potranno infatti diventare punti informativi privilegiati sul territorio per tutti gli interventi a favore delle famiglie e per l'accesso ai benefici sociali previsti dalla legislazione regionale e provinciale.

Un ultimo, breve accenno lo merita l'ormai imminente riforma del sistema di ammortizzatori sociali: la Provincia Autonoma di Trento ha ottenuto dallo Stato la delega in materia, ed Ente pubblico, sindacati e organizzazioni economiche sono impegnati nel confronto per la sua concreta attuazione. L'obiettivo della CGIL del Trentino è la costruzione di un sistema di tutele avanzato e modellato sulle migliore esperienze europee: al centro va messo il carattere universalistico del sistema, che dovrà necessariamente inventare nuove forme di protezione per tutti quei lavoratori ad oggi completamente esclusi da ogni tutela, e un efficace mix di politiche attive e passive. Dobbiamo provare ad anticipare, almeno in parte, la riforma nazionale proposta dalla Cgil. Con le sole risorse locali puntiamo a qualificare i trattamenti di disoccupazione, ad estendere il sostegno al reddito a favore di chi oggi è privo di protezioni, a dotare di un "reddito di continuità", anche attraverso interventi integrativi della bilateralità, i settori oggi privi della cassa integrazione, sperimentando infine uno specifico sostegno al reddito per i giovani lavoratori che devono completare il loro percorso di qualificazione.

Sono questi i terreni su cui si è dovuto impegnare - e sarà sempre più impegnato- l'INCA in Trentino. Le esperienze hanno dimostrato quanto sia importante la sinergia creatasi tra il patronato e la confederazione, con il primo impegnato attivamente su due livelli. In primo luogo nella rilevazione dei bisogni sociali e nella definizione di quelle "mappe" che, come ha scritto Raffaele Minelli, sono necessarie ad indirizzare e qualificare i contenuti della contrattazione sociale territoriale. Il secondo livello è ovviamente quello più strettamente operativo, che vede il patronato impegnato nella tutela individuale, offrendo a tutti i cittadini gli strumenti per la piena esigibilità dei diritti conquistati con la negoziazione. Termometro sociale e braccio operativo: ma, fuor di metafora, ciò che conta è il pieno riconoscimento del ruolo centrale e attivo dell'INCA nel processo di trasformazione dello Stato sociale. In Trentino- Alto Adige abbiamo sperimentato in anticipo queste funzioni: le sfide che abbiamo di fronte ci porteranno ad agire in quella nuova dimensione, auspicata da tutti, dove si definirà in concreto il ruolo del "Patronato del futuro".

Il direttore dell'INCA CGIL del Trentino
Simonetta Suaria

9 febbraio 2011

 

 

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