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Fiat. Sciopero Fiom il 28 gennaio

Sarà sciopero anche in Trentino venerdì 28 gennaio per circa 14mila tute blu del settore metalmeccanico dell'industria e dell'artigianato, alle quali si aggiungono gli addetti dell'installazione impianti e dell'informatica.Le otto ore di astensione dal lavoro, che per i metalmeccanici delle province di Trento e Bolzano, culmineranno nella manifestazione ai cancelli dello stabilimento Iveco di Bolzano, sono state proclamate dalla Fiom Cgil a livello nazionale contro gli accordi separati per gli stabilimenti Fiat delle Carrozzerie di Mirafiori e di Pomigliano d'Arco.

A fianco della Fiom, impegnata dall'aprile scorso nella difficile vertenza sindacale con Fiat e culminata nel recente referendum di Mirafiori, è scesa in campo anche tutta la Cgil, come già accadde il 16 ottobre scorso quando in piazza san Giovanni a Roma toccò a Guglielmo Epifani chiudere la manifestazione delle tute blu contro gli accordi separati e in difesa del contratto nazionale di lavoro. La decisione della confederazione è rafforzata dalla partecipazione, accanto al segretario della Fiom Maurizio Landini, del segretario generale della Cgil nazionale, Susanna Camusso, alla manifestazione che la Fiom terrà a Bologna il prossimo 27 gennaio, anticipando di un giorno lo sciopero.

I metalmeccanici Cgil hanno assunto la decisione di proclamare questo sciopero nazionale per protestare contro l'ennesimo strappo della Fiat che il 23 dicembre scorso firmò un accordo con i sindacati Fim, Uilm, Ugl e Fismic per la nascita di una newco alle Carrozzerie di Mirafiori e, come già avvenuto per Pomigliano d'Arco, costruendo di fatto un nuovo contratto di lavoro aziendale di primo livello, al di fuori delle regole del contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici.

Dell'operato di Fiat Spa e degli accordi separati per i due stabilimenti, la Fiom denuncia in particolare: 

  • la nascita delle newco quale strategia utile solo a cancellare il contratto nazionale di lavoro e quindi ad azzerare i diritti contenuti negli accordi pregressi;
  • la trasformazione dei sindacati in soggetti aziendalistici e corporativi grazie alla facoltà di nominare delegati riservata solo ai sindacati firmatari dell'intesa e alla negazione ai lavoratori della possibilità di eleggere i propri rappresentanti sindacali;
  • il peggioramento delle condizioni di lavoro provocato da una riduzione di 10 minuti delle pause sulle linee di montaggio e dall'aumento dello straordinario comandato in deroga al contratto nazionale;
  • la cancellazione della contrattazione aziendale sul salario;
  • l'impedimento all'esercizio del diritto di sciopero;
  • la mancata retribuzione dei primi giorni di malattia in determinate occasioni e condizioni stabilite dall'accordo.

Inoltre la Fiom ha considerato inaccettabile il fatto che Fiat abbia vincolato gli investimenti annunciati dall'azienda all'esito di un referendum tra i lavoratori sui contenuti dell'accordo. Per i metalmeccanici della Cgil, quella andata in scena il 13 e 14 gennaio scorso a Torino non è stata una consultazione libera, ma un ricatto occupazionale che chiedeva ai lavoratori di rinunciare al Ccnl, alle leggi, ai principi della Constituzione e alle proprie libertà sindacali.

Per tutte queste ragioni, per protestare contro la latitanza di un Governo che ha solo saputo avvallare le scelte di Fiat e per difendere il Paese da un attacco ai diritti, al lavoro e alla democrazia, la Fiom ha prima considerato inaccettabili gli accordi per Pomigliano d'Arco e per la Carrozzerie di Mirafiori, affermando l'illegittimità della consultazione referendaria tra le lavoratrici e i lavoratori, ed ha quindi proclamato la giornata di sciopero per il 28 gennaio in tutta Italia.

Con lo slogan “Il lavoro è un bene comune. Difendiamo ovunque contratto e diritti”, i metalmeccanici trentini insieme a quelli dell'Ato Adige manifesteranno il loro dissenso alle logiche Fiat a Bolzano. Il 28 gennaio, a partire dalle ore 10, è infatti previsto un presidio di tutti i lavoratori del settore in regione ai cancelli dello stabilimento Iveco di via Volta 6 nella zona industriale del capoluogo altoatesino.

La Fiom Cgil del Trentino, per permettere la partecipazione a tutte le lavoratrici e i lavoratori organizzerà il trasporto in pullman: la mattina del 28 gennaio sono previste partenze da Trento, Rovereto, Arco, Borgo, Cles e Storo. Per iscriversi è necessario rivolgersi ai delegati sindacali in azienda o al centralino della Cgil del Trentino telefonando al numero 0461 303911 o scrivendo una mail all'indirizzo accoglienza@cgil.tn.it .

In preparazione dello sciopero generale sono previste non solo assemblee in tutti i luoghi di lavoro del settore, ma anche incontri aperti alla cittadinanza. Durante queste iniziative verranno raccolte le firme sulle petizioni promosse dalla Fiom e dalla rivista Micromega, “Uniti ce la possiamo fare” e “La società civile con la Fiom”, sottoscrivibili anche online sui siti http://www.firmiamo.it/uniti-ce-la-possiamo-fare e http://temi.repubblica.it/micromega-online/.

24 gennaio 2011

 

 

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