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Assegno regionale al nucleo. Ianeselli (Cgil): “Rivedere l'Icef per incentivare il lavoro”

Dei 24 milioni di euro distribuiti dalla Regione alle famiglie in Trentino, il 18% va a cittadini extracomunitari. Per la Cgil bisogna puntare a rendere sempre più equo l'Icef 

Assegno regionale al nucleo. Ianeselli (Cgil): “Rivedere l'Icef per incentivare il lavoro”

Dichiarazioni di Franco Ianeselli, segretario confederale della Cgil del Trentino 

«In Trentino l'accesso ai benefici e la quantificazione dell'assegno regionale al nucleo famigliare vengono stabiliti in base ai paramenti Icef, che considerano non solo il reddito ma anche il patrimonio mobiliare e immobiliare delle famiglie. Ciò allo scopo di rendere l'indicatore della condizione economica davvero equo e garantire quindi sostegni adeguati ai nuclei più bisognosi. E' in virtù di queste caratteristiche dell'indicatore che possono nascere differenze tra Trentino e Alto Adige nella distribuzione delle risorse.

E' comunque ovvio che si possa intervenire sull'Icef per rendere questo strumento sempre più efficace e giusto. Anche per questo motivo si è aperto un confronto con l'assessore regionale Martha Stocker per rivedere il "pacchetto famiglia".

In questo contesto, come organizzazioni sindacali, abbiamo chiesto di intervenire sull'Icef utilizzato specificatamente per l'acceso ai benefici dell'assegno regionale al nucleo familiare. In pratica abbiamo avanzato alla Giunta regionale la proposta di adottare gli stessi parametri già utilizzati per l'Icef provinciale che, attraverso l'introduzione di maggiori deduzioni dal reddito imponibile a fronte del lavoro di entrambi i genitori e in presenza di donne occupate all'interno dello stesso nucleo, oggi incentivano il lavoro, sia per la componente maschile che per quella femminile.

Riteniamo che queste modifiche vadano adottate anche per l'Icef applicato all'assegno regionale perché, se gli interventi di tipo sociale debbono in primo luogo guardare ai bisogni delle famiglie ed ispirarsi a criteri di equità, possono contestualmente favorire la crescita economica del territorio. In questo senso è fondamentale che strumenti come l'Icef non producano disincentivi al lavoro in generale e al lavoro femminile in particolare. Il lavoro infatti resta il migliore meccanismo per aumentare il livello di integrazione delle cittadine e dei cittadini stranieri nella nostra comunità»

4 gennaio 2011

 

 

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